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Il monito di Bassetti: "Non basta bollire l'acqua, i contaminanti resistono al calore" - 2/4

Un vecchio video del figlio di David e Victoria, tornato virale sui social, riapre il dibattito sull'uso dell'acqua marina in ambito alimentare. L'infettivologo smonta i falsi miti: dal rischio legato agli scarichi delle barche all'illusione che la bollitura elimini microplastiche e idrocarburi
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Il monito di Bassetti: “Non basta bollire l’acqua, i contaminanti resistono al calore”

L’errore di valutazione più diffuso tra gli utenti del web riguarda l’azione purificatrice delle alte temperature. Molti ritengono che portare l’acqua a ebollizione garantisca la totale sicurezza igienica, ma l’infettivologo chiarisce che la soluzione è valida “solo in parte”.

Se da un lato il calore neutralizza i patogeni biologici, dall’altro risulta inefficace contro gli inquinanti di natura chimica o solida: “La bollitura è efficace nell’inattivare molti microrganismi patogeni, ma non trasforma un’acqua di provenienza sconosciuta in acqua potabile“. Al contrario, l’evaporazione che avviene durante la cottura rischia di peggiorare il quadro generale. Bassetti lancia un avvertimento preciso: “Forse non tutti sanno che le microplastiche, gli idrocarburi, ma anche alcuni batteri resistono anche se tu ribolli”. Il processo termico, infatti, lascia un residuo altamente contaminato sul fondo: “Microplastiche, sali, metalli pesanti e molti contaminanti chimici eventualmente presenti nell’acqua rimangono nella pentola. Per alcune sostanze non volatili l’evaporazione dell’acqua può addirittura determinare una maggiore concentrazione”.

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