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Calenda resta bloccato a Catania per l’eruzione dell’Etna e sbotta: “Sicilia da commissariare per 30 anni”

Tra i moltissimi passeggeri fermi al Fontanarossa c'è anche il leader di Azione: "Trascurata come un Paese del Terzo mondo, strade in condizioni pietose"
Calenda resta bloccato a Catania per l’eruzione dell’Etna e sbotta: “Sicilia da commissariare per 30 anni”
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La stessa sorte, negli ultimi mesi, è toccata a migliaia di passeggeri, ma ora che l’attività vulcanica dell’Etna ha costretto Carlo Calenda a una sosta prolungata in Sicilia, il leader di Azione ne ha approfittato per un lungo e vasto attacco alle condizioni nelle quali si trova la regione da un punto di vista dei trasporti. Un vecchio pallino, quello del politico romano, che lo scorso anno aveva portato a un acceso battibecco con il presidente della Regione Renato Schifani.

Ora la chiusura dello scalo di Fontanarossa offre un nuovo palcoscenico: “La Sicilia è trascurata come come neanche un Paese del terzo mondo, andrebbe commissariata per trent’anni”, si è sfogato Calenda dopo non essere potuto partire dall’aeroporto di Catania a causa del blocco dei voli che dura ormai da tre giorni. Ma il problema – a suo avviso – non riguarda solo il Fontanarossa, bensì tutti gli aeroporti siciliani e, in generale, tutte le infrastrutture della regione.

“Non è possibile che se c’è un’eruzione a Catania, di fatto si fermano tutti gli aeroporti. Poi le strade per trasferirsi alla ricerca di un aeroporto sono ridotte in condizioni pietose, con i lavori in corso, senza autogrill. Ed è tutta così: ha 50 società comunali che si occupano di acqua, ma non ha l’acqua; ha le peggiori reti idriche di Palermo e di Catania”, ha continuato il leader di Azione allargando il campo delle critiche alle amministrazioni locali. Un chiaro attacco politico offerto dalla condizione di stallo in cui si è trovato: “Ti viene un po’ di rabbia perché dici: siamo nel 2026, riusciremo a tornare?”. E poi chiude con una battuta: “Se devi rimanere bloccato, la Sicilia è il posto più bello in cui rimanere”.

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