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Che problema ha Sinner al ginocchio? “Patologia da sovraccarico”: la spiegazione di un medico-fisiatra

Il numero uno al mondo deve ancora decidere se giocare a Cincinnati o volare negli Stati Uniti direttamente per gli Us Open
Che problema ha Sinner al ginocchio? “Patologia da sovraccarico”: la spiegazione di un medico-fisiatra
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Cincinnati sì o Cincinnati no? Us Open sì o Cincinnati no? Come sta Jannik Sinner? Sono tre delle domande più gettonate degli ultimi giorni, da quando è venuta fuori la notizia che il numero uno al mondo ha un problema al ginocchio. Nulla di preoccupante, giusto ripeterlo. Ma Sinner si è sottoposto a un controllo di quattro ore a Milano e sta riflettendo se giocare Cincinnati o meno. “Pur non potendo entrare nel merito della condizione specifica del campione – ha analizzato all’Adnkronos Salute Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’UniSalento e segretario generale della Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa) – possiamo affermare che, quando un tennista accusa un problema al ginocchio senza aver subito un trauma acuto, come sembrerebbe essere il caso di Sinner, probabilmente ci troviamo davanti a una patologia da sovraccarico, causato dalle continue sollecitazioni, salti, frenate, scivolamenti e cambi di direzione violenti richiesti dal tennis moderno”.

Per l’esperto si può dedurre, “pur non conoscendo nel dettaglio la situazione, come la scelta del suo staff sembrerebbe sia quella della giusta precauzione per non sollecitare troppo il ginocchio e permettere, quindi, da un lato di gestire il carico e dall’altro di sottoporsi a un protocollo terapeutico dedicato per arrivare nella migliore condizione possibile” agli US open, ora l’appuntamento più importante del suo calendario, “preservando al tempo stesso l’articolazione”.

Per gli atleti di questo sport è fondamentale gestire tempestivamente ogni eventuale disagio, soprattutto perché lo stress a cui sono sottoposti gli arti inferiori è costante. E il sovraccarico è un pericolo concreto. “Queste condizioni – spiega Bernetti – si verificano quando microtraumi ripetuti sui tessuti muscoloscheletrici superano la capacità di compensazione e rigenerazione del corpo. La letteratura scientifica evidenzia infatti come il tennis solleciti moltissimo le articolazioni degli arti inferiori. Infatti, in maniera quasi sorprendente, gli infortuni agli arti inferiori rappresentano tra il 31% e il 67% di tutti i traumi nel tennis, dominando la casistica medica rispetto agli arti superiori. Il distretto del ginocchio è coinvolto in circa il 10-15% degli infortuni totali che colpiscono i tennisti. Di questi, il 60-70% non deriva da un evento traumatico (come una torsione improvvisa con il piede bloccato), ma è classificabile come infortunio da overuse (sovraccarico)”.

Nel tennis, continua, “le patologie del ginocchio da sovraccarico più comuni sono: la tendinopatia rotulea (Jumper’s Knee), in assoluto una delle più frequenti tra i professionisti”, che si verifica quando “l’energia esplosiva sprigionata dalle gambe richiesta per il servizio, unita ai continui ‘split step‘ (i saltelli di preparazione prima di ogni colpo avversario), sovraccaricano il tendine che collega la rotula alla tibia, causandone degenerazione e infiammazione con tipico dolore pungente nella parte anteriore del ginocchio; poi la tendinopatia quadricipitale, clinicamente molto simile alla rotulea, ma con dolore e degenerazione che si localizzano sul polo superiore della rotula, proprio all’inserzione del muscolo quadricipite; la sindrome femororotulea, provocata da un attrito della superficie articolare della rotula sul femore” e legata al fatto che “le continue flessioni del ginocchio in risposta ai colpi bassi e gli scivolamenti laterali possono potenzialmente provocare un sovraccarico della cartilagine rotulea e della sua controparte femorale; e la sindrome della bandelletta ileotibiale che si manifesta con dolore sulla faccia esterna del ginocchio ed è causata dalla frizione continua di una fascia fibrosa a livello del condilo femorale laterale, condizione che può essere esacerbata dai continui passi laterali e dai cambi di direzione laterali tipici del tennis”.

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