Quella che doveva essere una normale giornata al mare si è trasformata in un lungo percorso di cure per una donna di 35 anni, Katherine Hopkins, che racconta di aver contratto un’infezione intestinale dopo alcuni bagni nelle acque di Hove, sulla costa meridionale dell’Inghilterra. Secondo quanto avrebbe raccontato la donna al The Mirror, dopo aver trascorso diverse ore in mare, senza notare alcun segnale che facesse pensare a un pericolo, avrebbe sviluppato nei giorni successivi una grave forma di criptosporidiosi, una malattia provocata dal parassita Cryptosporidium, che può essere presente in acque contaminate.
Ripensando a quelle giornate, la donna ha spiegato: “Andavo in mare per la maggior parte della giornata, mi piaceva moltissimo. L’acqua non sembrava sporca, anche se il mare di Brighton appare sempre un po’ torbido”. Ha inoltre aggiunto: “Non c’erano cartelli con divieti e in acqua con me c’erano persino dei bambini”. I primi disturbi sarebbero comparsi circa dieci giorni dopo l’esposizione. Inizialmente forti dolori addominali, seguiti da una diarrea molto intensa che ha reso necessario il ricovero in ospedale. Gli accertamenti medici hanno poi confermato la presenza del parassita.
La degenza è durata circa un mese. Durante questo periodo la paziente ha seguito un’alimentazione esclusivamente liquida e ha perso circa 16 chilogrammi. Pur essendo stata dimessa, ha riferito di convivere ancora con alcuni effetti dell’infezione. La protagonista della vicenda ha infine spiegato di aver deciso di raccontare la propria esperienza per sensibilizzare altre persone sui possibili rischi, e ha ricordato che un’acqua dall’aspetto limpido non garantisce necessariamente l’assenza di microrganismi potenzialmente pericolosi.