Ceuta, per i Servizi segreti spagnoli è “pienamente credibile” l’appello social per un nuovo assalto il 15 agosto
Per i servizi segreti spagnoli il rischio si un nuovo assalto di migranti a Ceuta il giorno di Ferragosto è molto alto. Quanto accaduto tra il 30 e il 31 luglio, con le decine di migliaia di persone arrivate a nuoto nell’exclave spagnola in Nord Africa, potrebbe ripetersi. Il Centro nazionale d’intelligence (Cni) spagnolo considera, infatti, “pienamente credibile” la campagna diffusa sui social network che invita a tentare un nuovo ingresso di massa a Ceuta il 15 agosto. Lo riferiscono fonti del principale servizio segreto spagnolo a Cadena Ser sottolineando anche che non escludono che gli organizzatori possano anticipare la data per sfruttare l’effetto sorpresa, dopo l’ampia eco mediatica del tamtam in rete. Il Cni continua a monitorare da giorni i gruppi su Facebook, WhatsApp e profili TikTok dove circolano messaggi e false informazioni su presunte falle nei controlli di frontiera.
Anche la Commissione Europea fa sapere di mantenere un’attenzione “molto alta” in vista del 15 agosto. “Le minacce ai confini esterni possono accadere, come abbiamo visto. Abbiamo visto le allerte e siamo in contatto con le autorità spagnole su questo. L’attenzione rimane molto alta, in vista del 15 agosto. Siamo anche in contatto con Frontex ed Europol. Restiamo molto vigili”, ha dichiarato il portavoce Guillaume Mercier, durante il briefing con la stampa a Bruxelles. “Abbiamo visto che tramite diversi canali, anche russi, si è rapidamente amplificata la situazione che abbiamo visto sul terreno” la settimana scorsa, ha aggiunto.
Nell’exclave si vive, al momento, in una sorta di calma apparente. Nell’ex ospedale militare di Ceuta, trasformato in una grande camera mortuaria di emergenza, si trovano in fila i corpi delle 80 persone che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere la città autonoma spagnola. Nell’exclave restano circa 2.500 migranti per i quali sono iniziati gli iter individuali di identificazione e valutazione delle richieste di asilo e protezione internazionale. “Le procedure amministrative non solo collettive, sono individuali e devono garantire al massimo i diritti”, ha spiegato il delegato del governo a Ceuta, Miguel Angel Perez Triano. Ma la priorità, ha aggiunto, resta una: “Che i minori escano dalla strada il prima possibile”.
Bambini e adolescenti non accompagnati sono l’anello più fragile. In un primo registro, la polizia ha identificato 528 ragazzi, arrivati durante l’ondata migratoria, che sono stati trasferiti nei centri di accoglienza al collasso. Madrid ne ha fatti approntare nuovi in due istituti scolastici. Ma, secondo il presidente della città autonoma, Juan Jesus Vivas (Partito Popolare) non bastano per dare un tetto e un letto ai circa 1.100 migranti minori che stima si trovino ancora a Ceuta. Nascosti soprattutto nel quartiere di El Principe, uno dei più poveri e dove i residenti, oltre a dare loro acqua, cibo e vestiti, hanno improvvisato un registro artigianale, che ha già censito un centinaio di ragazzi, come riporta la Cadena Ser. “La situazione è assolutamente insostenibile”, ha detto Vivas, chiedendo “soccorso, aiuto e solidarietà” alle altre regioni iberiche.
Sul fronte giudiziario, la Spagna cerca di ricostruire la dinamica degli arrivi in massa e delle morti: l’Audiencia Nacional ha chiesto alla Guardia Civil un rapporto anche su eventuali allarmi lanciati nei giorni precedenti dall’intelligence alle autorità, rimasti eventualmente inascoltati. Anche Rabat, che dal primo momento ha respinto le accuse di aver lasciato sguarnita la frontiera, ha aperto un fronte giudiziario. La Procura marocchina di Tetouan ha incriminato 25 persone accusate di aver favorito gli attraversamenti in massa verso Ceuta durante l’esodo del 30 e 31 luglio. Parallelamente, l’Associazione marocchina per i diritti umani (Amdh) ha segnalato che 52 persone sono state portate davanti ai tribunali marocchini dopo gli scontri alla frontiera di Melilla. Tutto questo mentre a Ceuta resta alta l’inquietudine per i continui appelli sui social per possibili nuovi assalti all’exclave.