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Ucraina, la guerra si fa sempre di più coi robot terrestri: triplicato il loro impiego nel 2026 per logistica e salvataggi

Se a gennaio le missioni logistiche e di evacuazione erano state 7.100, in agosto ne sono state contate 23.143 con una progressione evidente: 16.664 a giugno, 19.940 a luglio. L’episodio che ha fatto scuola è il salvataggio del primo Battaglione medico ucraino di un soldato ferito, rimasto a 64 chilometri di distanza in un territorio controllato dai russi, con uno di questi mezzi
Ucraina, la guerra si fa sempre di più coi robot terrestri: triplicato il loro impiego nel 2026 per logistica e salvataggi
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L’episodio che ha fatto scuola è questo: il primo Battaglione medico ucraino è riuscito a salvare la vita a un soldato ferito, rimasto a 64 chilometri di distanza in un territorio controllato dai russi. Per recuperare il militare è stato utilizzato un mezzo senza pilota Ugv Maul che ha resistito agli attacchi dei droni e protetto il soldato all’interno di una capsula blindata in polipropilene, in grado di resistere a schegge o proiettili.

L’utilizzo di robot terrestri è ormai una realtà e ha mutato l’assetto del conflitto iniziato con l’invasione russa nel febbraio 2022. I numeri forniti dal Ministero della difesa di Kiev indicano che l’utilizzo dei mezzi senza pilota sul terreno è triplicato dall’inizio del 2026. Se a gennaio le missioni logistiche e di evacuazione erano state 7.100, in agosto ne sono state contate 23.143 con una progressione evidente: 16.664 a giugno, 19.940 a luglio. Una realtà che ha spinto il Modern War Institute di West Point a pubblicare uno studio specifico lo scorso 3 settembre, firmato da Jorge Rivero, ricercatore di origine russa ed ex marine. In alcuni passaggi la sua analisi evidenzia che il compito degli Ugv riguarda il trasporto di rifornimenti e il salvataggio di soldati feriti. Nel primo caso si evidenzia come “nella 3ª Brigata d’Assalto delle Forze Armate ucraine, gli Ugv svolgono l’80% delle operazioni logistiche, riducendo l’esposizione umana e garantendo al contempo i flussi di rifornimento lungo la linea di contatto. Nelle città di Pokrovsk e Myrnograd, teatro di aspri scontri, gli Ugv gestiscono il 90% delle operazioni logistiche”. Ci sono poi gli aspetti militari, come il posizionamento di mine, lo sfondamento di zone trincerate, o la difesa di posizioni da attacchi nemici.

Ma non è tutto così semplice come appare. Rivero mette in evidenza l’approccio ucraino rispetto a quello americano: “Le officine di prima linea per i veicoli terrestri senza pilota (Ugv) non sono un lusso nei moderni conflitti ad alta intensità, bensì una necessità operativa. L’esperienza ucraina dimostra che anche i sistemi senza pilota più avanzati perdono il loro valore tattico se non possono essere riparati, modificati e rimessi in funzione rapidamente, entro poche ore anziché in giorni, settimane o mesi. I modelli di manutenzione statunitensi, che si basano su riparazioni effettuate presso i produttori o i depositi di Ugv a migliaia di chilometri dal fronte, paralizzerebbero le unità combattenti in conflitti ad alta intensità”.

Insomma, il robot terrestre è una realtà ormai imprescindibile e per la prima volta il Ministero della Difesa ucraino ha indetto una gara d’appalto che comprende sia mezzi logistici adatti al trasporto di merci o al recupero di feriti, che robot in grado di prendere di mira obiettivi nemici. Secondo Mstislav Banik, vice ministro della Difesa, le gare d’appalto “rappresentano uno degli strumenti migliori perché ci consentono di acquistare più attrezzature con lo stesso budget, minimizzando il rischio di interruzioni nella fornitura grazie alla distribuzione degli ordini a diversi produttori”.

E la Russia? Anche le forze armate di Mosca, come quelle americane, erano rimaste indietro sul tema dei robot, i primi impieghi sono evidenti dal 2023 con mezzi senza pilota per il trasporto di rifornimenti, evacuazione di feriti o assalti esplosivi. Inizialmente si trattava di droni cinesi rielaborati; secondo gli analisti di State Watch la svolta arriva nel 2024 con la costruzione del modello Kurier. Oggi la Russia si rifornisce da produttori sia statali che privati e vanta 29 tipi di robot terrestri, come il piccolo Depesha prodotto da Rostec, che può essere trasportato dentro il bagagliaio di un Suv, o il Bogomol, che ha sia una versione d’assalto dotato di lanciagranate, che quella logistica per il trasporto di munizioni e il recupero di militari feriti.

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