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Accordo tra Iran e Oman sulle nuove regole per Hormuz, pronto l’annuncio ufficiale: “Gli Usa non ci boicottino”

Nuove corsie, tasse di transito e 60 giorni di cessate il fuoco. Come potrebbe cambiare la navigazione nello Stretto
Accordo tra Iran e Oman sulle nuove regole per Hormuz, pronto l’annuncio ufficiale: “Gli Usa non ci boicottino”
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Questione di giorni. L’Iran e l’Oman sono vicini alla finalizzazione e all’ufficializzazione di un accordo quadro per la navigazione commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz. Intesa che potrebbe aumentare il potere di Teheran, rivoluzionare le rotte, ridefinire le regole e il volto del corridoio marittimo più conteso, rivelatosi in questi mesi una potentissima leva di pressione geopolitica.

Secondo Al-Arabiya le discussioni sono in questo momento alle fasi finali. Manca l’approvazione del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano e il via libera dalla guida suprema Mojtaba Khamenei ma i punti principali sono già stati definiti, e a breve sarà dato l’annuncio ufficiale. Teheran ha messo in chiaro che le negoziazioni sono state bilaterali e si sono svolte esclusivamente con Muscat, e non con Washington, con cui ci sarebbero stati solo “contatti indiretti”. E dunque non è necessario ottenere l’approvazione della Casa Bianca.

“L’affermazione degli Stati Uniti secondo cui sono in corso colloqui con l’Iran è falsa“, ha dichiarato in un’intervista televisiva il viceministro degli Esteri, Kazem Gharibabadi, smentendo così le affermazioni di Donald Trump che negli ultimi giorni ha più volte parlato di un dialogo aperto, minacciando allo stesso tempo di nuovi attacchi in caso di mancato accordo. Secondo Gharibabadi, Iran e Oman hanno definito un “nuovo modello di gestione” adattato alle nuove esigenze di sicurezza e diverso da quello utilizzato negli ultimi 60 anni. Fino all’attacco americano e israeliano di febbraio, lo Stretto di Hormuz è sempre stato liberamente navigabile, senza autorizzazioni. Le cose potrebbero quindi cambiare.

Nelle scorse ore, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha assicurato che “le coordinate geografiche sono state approvate”, precisando di essere pronti a diffondere una “dichiarazione congiunta” a patto “che terze parti non vengano a ostacolare il processo”. Il riferimento è agli Stati Uniti, intenzionati secondo Teheran a sabotare l’intesa.

Le anticipazioni pubblicate dalle agenzie internazionali parlano di un accordo della durata di 60 giorni. Due mesi di cessate il fuoco con lo scopo di riavviare i negoziati con Washington e arrivare alla definizione di altri aspetti, in primis il nucleare.

Durante questo periodo, il traffico in entrata, in direzione del Golfo Persico, transiterà esclusivamente lungo una corsia settentrionale situata all’interno delle acque iraniane, ponendo di fatto queste navi sotto la diretta sorveglianza e il controllo di Teheran. Quello in uscita, direzione Mar Arabico, percorrerà una corsia meridionale all’interno delle acque territoriali dell’Oman, gestita dalle autorità di Muscat in stretto coordinamento con l’Iran.

È previsto un piano di 30 giorni per bonificare e rimuovere le mine dalla corsia centrale dello Stretto. Uno dei punti più delicati è l’imposizione di pedaggi fissi: non si applicheranno per i primi 60 giorni, ma sarà tuttavia introdotta una “tassa di servizio” finalizzata a coprire le spese per la sicurezza del carico, il personale e la protezione dell’ambiente marino. Allo scadere dei due mesi l’Iran prevede di introdurre ufficialmente tariffe di transito obbligatorie per tutte le navi mercantili e le petroliere. Gli Stati Uniti si sono sempre detti fermamente contrari all’imposizione di pedaggi e sarà senza dubbio questo uno dei nodi più difficili da sciogliere nelle trattative.

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