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Gli rubano la carrozzina, la famiglia di Alex Zanardi gli dona quella del campione paralimpico: la storia di Jacopo

La vicenda del giovane padovano con disabilità rimasto senza la propria carrozzina dopo il furto subito il 26 luglio: gli era stata rubata nell'androne
Gli rubano la carrozzina, la famiglia di Alex Zanardi gli dona quella del campione paralimpico: la storia di Jacopo
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Dal furto di uno strumento indispensabile per la vita quotidiana a un gesto di straordinaria generosità. La vicenda di Jacopo Lolli, giovane padovano con disabilità rimasto senza la propria carrozzina dopo il furto subito il 26 luglio, ha avuto un epilogo alla fine bellissimo grazie alla famiglia di Alex Zanardi, che ha deciso di donargli la carrozzina utilizzata dal campione bolognese, morto a maggio 2026. La sedia a rotelle del giovane padovano era stata rubata dall’androne del condominio in cui vive Jacopo. Per riuscire ad acquistare un nuovo supporto su misura, il ragazzo aveva lanciato un appello sui social, accompagnato da una raccolta fondi.

La sua storia è arrivata fino a Obiettivo3, il progetto ideato da Alex Zanardi per promuovere lo sport paralimpico e favorire l’inclusione delle persone con disabilità. Dopo aver appreso quanto accaduto, la famiglia del campione ha deciso di offrire a Jacopo la carrozzina appartenuta a Zanardi, consentendogli così di recuperare fin da subito la propria autonomia, nell’attesa di ricevere quella definitiva. “Un gesto di grande cuore, che rappresenta lo spirito e i valori di Alex“, ha commentato Jacopo, esprimendo tutta la sua gratitudine alla famiglia Zanardi per una dimostrazione di vicinanza che ha emozionato anche i social.

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che ha voluto ringraziare pubblicamente la famiglia Zanardi: “Desidero ringraziarli per aver donato a Jacopo la carrozzina di Alex, dopo l’appello che avevo lanciato nei giorni scorsi in seguito al furto della sua. Un gesto che assume un significato ancora più profondo perché richiama la missione di Obiettivo3, il progetto voluto da Zanardi per avvicinare sempre più persone con disabilità allo sport e promuovere inclusione, determinazione e pari opportunità“. Per Zaia, la scelta della famiglia del campione rappresenta la prosecuzione dell’eredità umana e sportiva lasciata da Zanardi: “Sono questi gli atti che dimostrano la forza di una comunità, capace di trasformare la solidarietà in un aiuto concreto”.

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