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Europei di nuoto, Pelati vince l’argento nel solo libero e lo dedica al nonno: “Era il mio primo fan”. È la sua quarta medaglia a Parigi

Sfiora il podio invece Enrica Piccoli nel solo libero. La 27enne di Castelfranco Veneto, tesserata per Fiamme Oro e vicecampionessa europea a Funchal 2025, ha chiuso al quarto posto
Europei di nuoto, Pelati vince l’argento nel solo libero e lo dedica al nonno: “Era il mio primo fan”. È la sua quarta medaglia a Parigi
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Altra medaglia per l’Italia agli Europei di nuoto di Parigi. L’azzurro Filippo Pelati conquista l’argento nel ‘solo libero’ dopo quello nel solo tecnico a tema “Freddie Mercury” e quello di ieri nel duo tecnico misto. È la sua quarta medaglia in questa rassegna continentale. Il 19enne ferrarese ripropone ”Il diavolo”, la stessa routine con cui aveva conquistato la medaglia di bronzo iridata a Singapore. Sulle note de “L’uccello di fuoco” di Igor Stravinskij, con la coreografia di Anastasia Ermakova, Pelati ha portato in acqua un esercizio di grande intensità teatrale. La giuria ha premiato l’azzurro con 252.8713 punti, 132.0713 per gli elementi e 120.8000 per l’impressione artistica.

Un punteggio che vale il secondo posto alle spalle del britannico Ranjuo Tomblin, oro con 258.9188 punti, e davanti allo spagnolo Jordi Caceres Iglesias, bronzo con 229.2599. Il giovane ferrarese è allenato da Beatrice Casalini e Silvia Costa per Fiamme Oro e Uisp Bologna e seguito dal direttore tecnico della nazionale Patrizia Giallombardo. Sfiora il podio invece Enrica Piccoli nel solo libero. La 27enne di Castelfranco Veneto, tesserata per Fiamme Oro e vicecampionessa europea a Funchal 2025, conclude al quarto posto con 270.0475 punti, confermandosi comunque tra le migliori interpreti continentali della specialità con “Instinctive Flow”, esercizio che racconta il movimento spontaneo e naturale del corpo. Il titolo europeo va all’atleta bielorussa Vasilina Khandoshka con 292.3887 punti. Argento alla tedesca e campionessa uscente Klara Bleyer 289.2463, e il bronzo va alla spagnola Iris Tio Casas, terza con 284.5550.

“Sono riuscito a migliorare molto rispetto all’Europeo di Funchal – l’analisi di Pelati – Sono contento della perfomance di oggi anche se ho sentito la stanchezza dell’ultima gara. Si può sempre dare qualcosa in più, però è un punto su cui migliorare soprattutto in vista dei Mondiali juniores. Dedico questa medaglia a mio nonno che è mancato durante la preparazione di questa gare. Non sono riuscito ad assentarmi dalla preparazione, anche perché volevo comunque continuare a tenere alto il ritmo e credo che fosse anche suo volere vedermi raggiungere tutti i miei sogni. Ho un tatuaggio per i miei nonni che non ci sono più e devo completarlo per lui che purtroppo adesso mi guarda da lassù, ma era il mio primo fan”.

“Cerco sempre di mantenermi con i piedi per terra, anche se è sempre molto bello viaggiare un po’ con la testa e sognare – prosegue il ferrarese – Aspettative pienamente rispettate, anzi è arrivata forse la gara più inaspettata, la medaglia più inattesa è stata quella del primo giorno”. Poi scherza: “Da settembre ricominceremo a pieno carico tutta la preparazione, quindi sicuramente creando nuove routine, migliorandoci sui punti che sono più critici, sui punti sui quali i giudici ci hanno chiesto di porre più attenzione, quindi sicuramente sempre un lavoro nel dettaglio che cresce di giorno in giorno”.

“Avevamo messo nel conto anche qualche risultato inferiore, quindi sono molto soddisfatta per quello che ha realizzato Filippo e per quello che hanno fatto tutti i nostri ragazzi finora. Filippo in questa routine ha dato un po’ meno di impressione artistica perché probabilmente era molto preoccupato a compiere bene gli ibridi che ha nuotato discretamente”. Così la direttrice tecnica Patrizia Giallombardo dopo l’argento vinto da Pelati nel “solo libero”. “Era un po’ ritardo e se ne è accorto e quindi ha tagliato qualche pezzo di braccia, però è stato bravissimo perché se n’è accorto ed è riuscito a portare a termine l’esercizio in modo molto buono“, ha proseguito Giallombardo.

Una crescita sottolineata anche dalla direttrice tecnica, che ha precisato: “Filippo è cresciuto tanto di mentalità: all’inizio è arrivato che non sapeva lavorare con l’alto livello, nel senso veniva da junior quindi il lavoro aveva un approccio diverso e piano piano siamo riusciti a far capire che non contano le ore di allenamento, le otto ore, ma conta la qualità dell’allenamento, quindi un’ora deve essere fatta al 100%”.

Foto di Andrea Masini e Andrea Staccioli / DBM (federnuoto.it)

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