Sinner assente a Montreal, Petchey ricorda: "Non è davvero niente di nuovo. Non ci sono i primi tre del mondo a giocare in Canada dal 2013" - 2/2
Sinner assente a Montreal, Petchey ricorda: “Non è davvero niente di nuovo. Non ci sono i primi tre del mondo a giocare in Canada dal 2013”
Petchey parla però anche di un’altra causa strutturale: il calendario. A suo avviso il problema non riguarda tanto il formato dei Masters 1000 da due settimane, quanto la collocazione del torneo canadese immediatamente prima di Cincinnati e dello US Open. “Non penso che tutti gli eventi di due settimane siano problematici. Ma se hai Cincinnati e Montreal di fila come eventi di due settimane, è troppo. I migliori giocatori come Jannik e Novak pensano: ‘Dove sono tutti i giocatori contro cui devo misurarmi prima dello US Open? A Cincinnati‘. E quindi fanno una scelta. È una cosa sfortunata per il Canada, perché è un posto delizioso”.
A sostegno della sua tesi, Petchey ricorda come il problema non sia affatto recente. “Non è davvero niente di nuovo. Non abbiamo avuto i primi tre del mondo a giocare in Canada dal 2013. Questo non è un problema delle due settimane o dei Masters 1000 in generale. È un problema del Canada, che occupa uno slot del calendario in cui i giocatori devono decidere se giocare troppo tennis prima dello US Open o prepararsi in un altro modo”.
I numeri, in effetti, raccontano di una tendenza ormai fissa. Sinner ha disputato l’ultima edizione del torneo nel 2024, saltando le successive due. Carlos Alcaraz ha fatto lo stesso, mentre Novak Djokovic manca addirittura dal 2018. Assenze che hanno alimentato le critiche nelle ultime settimane e riaperto il dibattito sul futuro del Masters canadese, anche quest’anno con pochissime stelle in tabellone.