Musica

Beatles, David Bowie, Neil Young e l’omaggio a “Glen Hansard, un grande musicista scomparso tragicamente questa settimana”: Obama svela la playlist dell’estate 2026

Nella nuova selezione stagionale dell'ex presidente, un tributo al cantautore irlandese appena scomparso Glen Hansard e un mix di soul, rock, hip hop e latin

di Andrea Florenzano
In casa Obama si ascolta un po’ di tutto - 2/2

In casa Obama si ascolta un po’ di tutto - 2/2

Scorrendo l’elenco completo dei brani condivisi, la playlist conferma la cifra stilistica ormai nota delle selezioni obamiane: un equilibrio tra soul e R&B (da Marvin Gaye e Chaka Khan fino a Ledisi, Yebba e October London), rock classico e alternativo (The Beatles, David Bowie, The Police, Coldplay, The Strokes), hip hop di ieri e di oggi (da A Tribe Called Quest a Drake, Vince Staples e BossMan Dlow), fino ad aperture verso il country (Johnny Cash, Charley Crockett), il latin (Rawayana, Manuel Turizo, il remix di “La Father”) e la world music (Habib Koité, Buena Vista Social Club, Abel Selaocoe).

Non manca il jazz, con Sonny Rollins e Nina Simone, né il gospel, rappresentato da Fred Hammond. Accanto ai nomi già affermati, trovano spazio anche artisti meno noti al grande pubblico, coerentemente con lo spirito di scoperta che da anni contraddistingue queste raccolte.

In casa Obama, quindi, si ascolta un po’ di tutto. Non è quel fritto misto privo di personalità, ma una selezione ben studiata e armonica, composta da brani che risalgono agli anni ’50 ma che per attitude, potrebbero convivere con uscite del 2026, mentre generi molto distanti tra loro, dal folk irlandese al reggaeton, dal funk classico all’R&B alternativo, si susseguono senza soluzione di continuità, in quella che ormai è diventata un’attesa consuetudine dell’estate.

Insieme alla playlist musicale, Obama ha condiviso anche la sua consueta reading list estiva, la “2026 Barack Obama’s Summer Reading List”, composta da dieci titoli. Tra le opere selezionate figurano “Kin” di Tayari Jones, “The Things We Never Say” di Elizabeth Strout, “A World Appears” di Michael Pollan, “Whistler” di Ann Patchett e “This Land Is Your Land” di Beverly Gage. Completano la lista “Vigil” di George Saunders, “One Sun Only” di Camille Bordas, “Seek Immediate Shelter” di Vincent Yu, “Data Empire” di Roopika Risam, “Transcription” di Ben Lerner e “Cool Machine” di Colson Whitehead: un mix di narrativa, saggistica e storia che conferma la varietà di interessi letterari dell’ex presidente.

Playlist

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