Una caduta improvvisa nel buio, un volo nel vuoto di trenta metri e l’impatto evitato unicamente dalla prontezza del compagno di cordata, che è riuscito a bloccare la fune arrestando la caduta. È lo scenario dell’incidente avvenuto sulla parete rocciosa del Pizzo d’Uccello, sulle Alpi Apuane, dove due giovani alpinisti hanno trascorso una notte intera sospesi in attesa dei soccorsi. La complessa operazione di recupero, che ha richiesto l’intervento di un imponente dispositivo logistico e militare, si è conclusa con successo soltanto all’alba di mercoledì.
L’incidente avrebbe potuto avere conseguenze fatali se non fosse stato per il sangue freddo del compagno di scalata, un giovane originario di Ponte Buggianese. L’alpinista è riuscito ad arrestare la caduta dell’amico — un ragazzo residente a Roma — trattenendolo in cordata dopo un volo di trenta metri. Successivamente, con grande lucidità, ha manovrato le corde per calare il ferito di un’ulteriore ventina di metri, riuscendo a posizionarlo su una sporgenza della parete rocciosa. Raggiunta questa base sicura seppur precaria, i due hanno lanciato l’allarme, dando il via a una complessa macchina dei soccorsi.