“Stavo per arrendermi, poi ho scritto a Paolo Camossi”: Jacobs svela il messaggio che ha dato il via alla sua rinascita
“Un terzo oro europeo mi inserirebbe tra i migliori sprinter europei di sempre e varrebbe tantissimo“. Marcell Jacobs si prepara agli Europei di Birmingham (in programma dal 10 al 16 agosto) con fiducia dopo il super tempo in Austria dei primi di luglio e ha un obiettivo ben preciso: conquistare il terzo titolo continentale nei 100 metri. A quasi 32 anni, il campione olimpico di Tokyo – domani, 1 agosto, sarà il quinto anniversario – sente di essere tornato ai suoi livelli migliori dopo un periodo complicato in cui ha anche pensato di smettere, soprattutto dopo la delusione dei Mondiali nel 2025. “Stavo per arrendermi, sono tornato dopo un’annata difficile, corro di nuovo forte: il mio percorso mi fa capire che fondamentalmente è tutto nella testa. Mai smettere di credere in sé stessi”, ha raccontato Jacobs nel corso di un’intervista al Corriere della Sera.
L’azzurro ha ripercorso anche il momento più difficile della sua carriera, quello appunto successivo ai Mondiali di Tokyo, quando il pensiero del ritiro stava anche per diventare realtà. “Volevo prendermi tutto il tempo necessario per capire cosa volevo fare. Non ho toccato una pista di atletica per mesi, poi mi è arrivato il messaggio di Rana Reider che mi diceva che sarebbe andato in Cina. A quel punto ho preso il telefono e ho scritto a Paolo Camossi chiedendogli se volesse tornare a essere il mio allenatore. Dal momento in cui mi ha detto sì, è come se dentro di me fosse rinata la voglia. Ho pensato: ricominciamo da capo. E sono ripartito con una determinazione nuova“.
Determinante, ancora una volta, il rapporto con lo storico tecnico Paolo Camossi, che Jacobs conosce da quando aveva 18 anni e che ha seguito poi fino a 29 anni. Insomma, è la persona che ha reso Jacobs grande e lo ha portato sul tetto del mondo a Tokyo 2021. “Mi conosce da quando avevo 18 anni. Oggi basta uno sguardo per capirci. Ormai conosco meglio Paolo che mia moglie, che non vedo da un mese e mezzo“, ha scherzato il velocista. In vista della staffetta 4×100, Jacobs ha parlato anche del clima all’interno della Nazionale e del rapporto con Filippo Tortu, dopo le tensioni nate dal caso di spionaggio che aveva coinvolto il fratello dell’atleta milanese. “Non ne abbiamo parlato ma non c’è un distacco tra noi: anche oggi pranzeremo insieme. Per esperienza personale penso che tutto quello che succede fuori dal campo poi te lo porti in pista. Va a incidere sulle prestazioni, sugli allenamenti e sulla vita, che tu lo voglia o no”.
Jacobs ha poi parlato anche del suo straordinario 9″67 corso in Austria, seppur con vento favorevole, spiegando come quella prova gli abbia restituito sensazioni che non provava da anni. “Da quella gara mi sono portato via sensazioni a livello di tecnica, di appoggi e di facilità di corsa che non sentivo da tantissimo tempo. Nella mia memoria muscolare è rimasto tutto e adesso stiamo cercando di replicare quelle sensazioni in ogni allenamento”. L’Europeo può riportarlo tra gli italiani più vincenti in un momento in cui, a eccezione del calcio, lo sport azzurro domina in diversi ambiti, tra cui tennis e motori. “Sinner? Non mi paragonerei a lui. Sta facendo cose incredibili con una costanza impressionante. Non molla mai, è sempre lì, le vince tutte e non gli interessa chi ha davanti. Ha la mentalità del vincente e credo che dominerà per i prossimi dieci o quindici anni. Mi piacerebbe incontrarlo fuori dai tornei, magari a cena, e se ci fosse anche Kimi Antonelli sarebbe ancora meglio. A 19 anni è un fenomeno”.
Infine, lo sguardo è già rivolto a Los Angeles 2028, dove sogna di vivere un’altra Olimpiade insieme a Gianmarco Tamberi. “Vidi Gimbo dalla call room dei 100 il primo agosto 2021. Mi diede la carica che cercavo e pensai che anch’io dovevo dimostrare tutto il mio valore. Quei dieci minuti ci hanno legati per sempre. Io a Los Angeles voglio arrivarci per poter raccontare ai miei nipoti una storia incredibile: quella del bambino di Desenzano che ha stretto i denti nei momenti più difficili per non sciupare il suo sogno”.