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Terremoto in Giappone, crolli e vittime a Kumamoto. L’allarme degli esperti: “Edifici a rischio crollo anche con scosse minori”

Al pericolo concreto di ulteriori forti scosse di assestamento, si aggiunge il rischio di colpi di calore tra la popolazione perché sono almeno 36mila le abitazioni senza corrente elettrica, quindi senza la possibilità di utilizzare i condizionatori
Terremoto in Giappone, crolli e vittime a Kumamoto. L’allarme degli esperti: “Edifici a rischio crollo anche con scosse minori”
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Anche questa volta gli allarmi dei cellulari sono partiti all’unisono con un suono forte, continuo, carico di tensione. È un fischio assordante che arriva ai dispositivi quando c’è un terremoto. Chi vive in Giappone è abituato a sentirlo spesso, sperando che le scosse e i tremori mantengano un livello d’intensità accettabile, non eccessivamente dannoso, pronti tuttavia a mettere in pratica le regole che tutti e tutte conoscono. Non è stato così martedì alle 4,27, quando nella Prefettura di Kumamoto sull’isola di Kyushu, nel sud est, è partita la scossa più forte e disastrosa degli ultimi dieci anni. “Ha tremato così a lungo e così forte da impazzire”, scriveva nell’immediato dopo scossa un utente su X, accompagnando il post con una foto dell’interno di un negozio con lattine sparse sul pavimento. “Ero pronto a morire”.

Il terremoto ha raggiunto 7,1 gradi di magnitudo, superando la scala giapponese shindo con cui si misurano i jishin, che va da 1 a 7. Superare quella soglia è davvero raro, eppure è successo. A quell’intensità non è possibile rimanere in piedi: chi si trovava per strada ha corso il rischio di essere scaraventato in aria, i mobili di casa che di solito i giapponesi non fissano proprio per timore dei terremoti, rischiano di ribaltarsi o di essere sbalzati in ogni direzione. Le pareti in cemento armato possono danneggiarsi, comprese le antiche mura in pietra delle roccaforti medievali nipponiche, come quelle del castello di Kumamoto in fase di ristrutturazione, crollate all’istante. Pure alcuni santuari shintō dai caratteristici tetti di tegole sono stati parzialmente danneggiati, così come una casa da tè del XVII secolo. Gli effetti negativi nelle diverse città della Prefettura —caratterizzata dalla presenza di molti vulcani, splendide stazioni termali e nella quale vivono circa due milioni di persone— si sono susseguiti immediatamente con interruzione dei treni, del traffico, guasti all’energia elettrica, voli sospesi, 13 morti, centinaia di feriti, e mentre i soccorritori cercano di salvare il salvabile la paura non smette.

Un’ora dopo il terremoto sono state estratte otto persone rimaste intrappolate dalle macerie in un centro commerciale devastato da un’esplosione probabilmente dovuta a una fuga di gas, ma due non ce l’hanno fatta e sono decedute. Mancano inoltre all’appello una trentina dei lavoratori del mall Aeon che al suo interno ospita circa 200 negozi. “È stata un’enorme esplosione, rimbombata nel mio orecchio. Non riuscivo nemmeno a capire se fosse un terremoto o qualcos’altro”, ha raccontato la signora Yonemitsu, che abita di fronte al centro commerciale, alla CNN. I problemi da affrontare sono moltissimi e proseguono anche oggi sia le ricerche sia gli aiuti, compreso quello fornito dal personale delle Forze di Autodifesa giapponesi inviate sul luogo dalla prima ministra Takaichi che ha affermato: “Ogni secondo è fondamentale”.

Al pericolo concreto di ulteriori forti scosse di assestamento che stanno colpendo anche oggi la zona pur mantenendosi sui 3 gradi di intensità, e che proseguiranno per tutta la settimana, si aggiunge il rischio di colpi di calore tra la popolazione perché sono almeno 36mila le abitazioni senza corrente elettrica, quindi senza la possibilità di utilizzare i condizionatori mentre le temperature hanno raggiunto i 35 gradi e non si abbasseranno presto. Per evitare la possibilità di collassare a causa del caldo eccessivo, le autorità stanno invitando la popolazione delle zone colpite dal disastro a fare delle pause durante i lavori all’aperto, svolti per le operazioni di soccorso, pulizia e altre attività di ricostruzione.

La NHK, radio-televisione pubblica giapponese ha reso noto che per oggi sono previste temporali, ma che nei luoghi che hanno subito le scosse e dove il terreno è stato indebolito, perfino una modesta quantità di pioggia potrebbe provocare frane. Il danni nelle città della Prefettura di Kumamoto crescono di intensità con il passare delle ore. Il professor Sakai Yuki, docente presso l’Istituto di ricerca sulla prevenzione dei disastri dell’Università di Kyoto, è un esperto di vibrazioni sismiche e del loro impatto sulle strutture: “Sono state registrate vibrazioni così intense da poter distruggere completamente gli edifici in legno”, ha commentato. Ha inoltre avvertito che le strutture sopravvissute al terremoto potrebbero comunque crollare nei prossimi giorni a causa di scosse di assestamento di minore entità. Il suo consiglio alla popolazione è di tenersi lontana dalle strutture visibilmente danneggiate, poiché l’attività sismica è ancora in corso.

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