Patrizio Rispo: "Sono riuscito a costruirmi una famiglia, e con il mestiere che faccio era tutt'altro che scontato" - 4/4
Infine, Rispo si è soffermato sul percorso umano e sulla stabilità economica garantita dalla lunga continuità lavorativa in tv. “Sono riuscito a costruirmi una famiglia, e con il mestiere che faccio era tutt’altro che scontato. Recitare per 300 giorni all’anno, per trent’anni, mi ha dato la sicurezza economica per poterla creare, anche se non ho fatto il cinema che sognavo. Il teatro, però, mi ha regalato tantissimo: ho interpretato il buono, il cattivo, la farsa, la commedia. Sono felice del percorso che ho fatto”.
Un quadro intimo completato dal ritratto della moglie e dei loro due figli: “Una famiglia anomala, perché mia moglie è più zingara di me. A diciassette anni è partita, ha girato il mondo: Parigi, Londra, New York. Poi ha aperto un ristorante ad Antigua, una boutique, una discoteca: è l’unica donna che avrebbe potuto starmi accanto. Purtroppo questo connubio ha prodotto due artisti – i nostri due figli – che sono anche la mia più grande ansia: uno fa il cantante rock a Milano, l’altro il regista e sceneggiatore a Roma. Di questi tempi le preoccupazioni di un padre non mancano, ma spero di riuscire a regalare loro il tempo necessario per fare le proprie esperienze”.