Incendi record in Spagna e Francia: foreste devastate e oltre 325mila persone in fuga. Ora fanno paura i 40°C in arrivo
Mentre gli incendi devastano le foreste di Francia e Spagna, le previsioni di un’altra ondata di caldo minacciano di aggravare la crisi. Nei due Paesi, oltre 325mila persone sono fuggite dalle proprie case a causa dei roghi che continuano a minacciare il sud-ovest della Francia e la Spagna centrale, anche vicino a Madrid. Emmanuel Macron ha convocato una riunione di gabinetto d’emergenza, per fare il punto: sono al momento 240 le abitazioni distrutte dalle fiamme in Gironda, il dipartimento del sud-ovest del Paese colpito da incendi record, dove nelle operazioni di spegnimento delle fiamme sono rimasti feriti 84 pompieri. Tre vigili del fuoco, invece, hanno perso la vita nei giorni scorsi, due a Mérignac, in Gironda (vicino all’aeroporto di Bordeaux), uno in Savoia.
“I roghi che stanno devastando la Francia, tra i più grandi dal secondo dopoguerra, hanno generato un ‘pirocumulonembo’ senza precedenti: una gigantesca nube di fuoco che crea venti propri e produce fulmini, alimentando così ulteriori incendi” ha spiegato la Federazione nazionale dei vigili del fuoco di Francia (Fnspf). “Non c’è nessuna vittima tra la popolazione” confermano le autorità francesi, mentre la situazione sembra essersi nel complesso stabilizzata durante la notte. In Spagna, invece, il premier spagnolo, Pedro Sánchez, visiterà oggi le zone colpite dagli incendi a Valencia. Circa 15mila persone sono state finora costrette ad evacuare la città costiera e oltre 90mila sono ancora evacuate o confinate a Madrid, Ávila e Toledo. Nelle tre regioni si stima che circa 77mila ettari siano stati colpiti dagli incendi, ha confermato la ministra per la transizione ecologica, Sara Aagesen. Ma l’incubo che in queste ultime settimane ha colpito in modo particolare Francia e Spagna (ma anche l’Italia) va oltre la cronaca e i dati dei singoli Paesi. E lo ricorda Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva della Commissione europea, nonché ex ministra della Transizione ecologica in Spagna: “Non siamo ancora preparati”.
L’Unione europea in soccorso di Spagna e Francia
Nell’ambito del Meccanismo di protezione civile dell’Ue per affrontare l’emergenza incendi, però, l’Ue ha inviato assistenza a Francia e Spagna. In Francia, l’Ue ha inviato sette aerei e quattro elicotteri provenienti da Repubblica Ceca, Croazia, Germania, Portogallo, Slovacchia, Svezia e Turchia. La maggior parte di questi velivoli fa parte della flotta antincendio rescEU. In Spagna, l’Ue ha mobilitato sei aerei provenienti da Grecia, Italia e Turchia e ha inviato 134 persone e 41 veicoli dal Portogallo. Il servizio satellitare Copernicus dell’Ue sta inoltre fornendo mappe di emergenza in tempo reale a supporto degli interventi sul campo.
L’incendio in Gironda: costretti a chiudere 45 campeggi
Il vasto incendio che ha bruciato 42mila ettari in Gironda, un’area quattro volte più grande di Parigi, ha portato all’evacuazione di 220mila persone (tra residenti e turisti), è rimasto “stabile” durante la notte tra domenica e lunedì, come spiegato dalla Prefettura. Quarantacinque campeggi sono stati costretti a chiudere, mandando in fumo i piani di vacanza di circa 40mila persone. Le fiamme, che sembrano essere divampate accidentalmente mercoledì a Saumos, nella parte occidentale del dipartimento, hanno inizialmente minacciato la penisola di Cap-Ferret sulla costa atlantica, poi l’area intorno al bacino di Arcachon, prima di avvicinarsi ieri a 15 chilometri dall’area metropolitana di Bordeaux. Nelle ultime ore, l’incendio si è spostato verso sud-est in direzione di Marcheprime, una città situata sulla linea ferroviaria SNCF tra Bordeaux e Arcachon, che è stata chiusa, e non lontano dall’autostrada A63, chiusa ieri sera tra Bordeaux e i Paesi Baschi.
Preoccupano le previsioni: il termometro arriverà a 40°C
I vigili del fuoco restano comunque preoccupati per un possibile peggioramento della situazione domani con le alte temperature previste per la regione della Gironda, dove il termometro potrebbe raggiungere quasi i 40 gradi. Non sono state annunciate nuove evacuazioni. Il ministro dell’Interno, Laurent Nunez ha avvertito che “la situazione rimane molto critica” in tutta la Francia, dove oltre 250mila persone sono state evacuate. Con il Paese in procinto di entrare nel periodo di punta della stagione turistica di agosto, le autorità della Gironda hanno adottato ulteriori misure per tenere lontani i turisti, vietando i campi estivi per bambini e persone con disabilità. A terra e dall’alto, intanto, con l’intervento di aerei antincendio che sganciano acqua e ritardanti, l’imponente operazione per contrastare i roghi è impegnata in una corsa contro il tempo. In un post pubblicato nel fine settimana su X, Macron ha promesso sostegno a lungo termine alle comunità colpite dagli incendi. “Ricostruiremo, ripareremo e saremo presenti finché sarà necessario” ha scritto. Nel frattempo, le compagnie assicurative copriranno le spese di ricollocamento per le persone evacuate a causa degli incendi che interessano i dipartimenti della Gironda, delle Landes e del Var. Lo ha annunciato il ministro francese dell’Economia, Roland Lescure. Questa “misura eccezionale”, concordata con la federazione di categoria France Assureurs, sarà valida fino a tre settimane – a prescindere dal fatto che le abitazioni abbiano subito danni – ha precisato il ministro.
La Spagna, tra incendi, evacuazioni e rientri
In Spagna i vigili del fuoco continuano a lottare contro le fiamme che stanno divorando migliaia di ettari in più punti del Paese. Oltre 90mila persone sono ancora evacuate o confinate a Madrid, Avila e Toledo. L’incendio di Avila è il più esteso mai registrato nella storia recente del Paese e, insieme a quello nella Comunità di Madrid, ha devastato oltre 77mila ettari. L’altro focolaio si trova nella Vall d’Uixò, a Castellón, nella regione di Valencia. Qui le fiamme hanno bruciato circa 6.500 ettari e 16mila persone sono state evacuate. Il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, sarà oggi a Valencia, dove i vigili del fuoco stanno combattendo un nuovo rogo. Il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, ha dichiarato domenica sera che gli incendi stavano avanzando, ma lentamente. Allo stesso tempo, le autorità spagnole hanno annunciato l’intenzione di consentire a partire da oggi il rientro di alcune persone evacuate a causa degli incendi boschivi vicino alla capitale, un segnale di progresso nella lotta contro alcuni dei peggiori incendi boschivi nella storia del Paese. “I primi residenti evacuati dagli incendi nella regione di Madrid dovrebbero tornare a casa oggi, una volta che saranno soddisfatte le condizioni di sicurezza” ha annunciato il prefetto regionale, Francisco Martín Aguirre.
Sanchez: “Nel 2026 i roghi hanno distrutto 150mila ettari e ucciso 13 persone”
Da inizio anno gli incendi in Spagna “hanno distrutto 150mila ettari e 13 persone sono morte”, mentre a causa del caldo hanno perso la vita oltre “3.800 persone” ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez, parlando degli incendi che stanno colpendo la Spagna, alla presentazione della Rete di rifugi climatici a Madrid. E ha aggiunto: “Quello che stiamo vivendo non è una successione di episodi isolati, ma è l’espressione più dolorosa di un’emergenza climatica che rende gli incendi di sesta generazione più voraci, le ondate di caldo più frequenti e il nostro territorio più vulnerabile. Questa non è più l’eccezione ma è ormai la regola”. Parole che trovano sostegno in quelle della vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Teresa Ribera, in un’intervista rilasciata a El Paìs. “L’Europa non è preparata alle conseguenze dei cambiamenti climatici che stiamo già osservando. E lo abbiamo constatato in queste ultime settimane, con il collasso delle reti ferroviarie ed elettriche, il sovraffollamento dei pronto soccorsi ospedalieri, la mancanza di adeguamenti agli sbalzi termici negli edifici nella maggior parte delle città del nord”.
Dal pacchetto sugli incendi in Ue alla strategia sull’adattamento
Ribera ha anche ricordato che a febbraio, in seno alla Commissione, è stato adottato un importante pacchetto sugli incendi, “un problema che fino a pochi anni fa era esclusivo dell’Europa meridionale”. La condivisione dei servizi di intervento si è sviluppata a partire dall’incendio di Guadalajara del 2005 e dalla creazione dell’Unità militare di emergenza (Ume) in Spagna. Ma anche grazie alla capacità di attivare meccanismi di protezione civile e di garantire un maggiore coordinamento a livello europeo. “Da allora abbiamo fatto molti progressi – ha spiegato – ma continuiamo a non essere chiaramente preparati per una realtà che non solo è terribile, ma anche profondamente ingiusta dal punto di vista sociale. Ribera, nel corso dell’intervista, ha ricordato che la Commissione dovrà approvare in ottobre una strategia e una comunicazione in materia di adattamento ai cambiamenti climatici. “Si tratta di un aggiornamento molto più approfondito e trasversale rispetto alle politiche adottate finora. È un’impresa complessa e la prima cosa da evitare è il negazionismo criminale da parte di determinate forze politiche a livello europeo che pensano che nascondendo il problema o negandolo, questo si risolverà o scomparirà” ha avvertito la vicepresidente della Commissione Ue.