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Ultimo aggiornamento: 14:06

“C’è una guerra nel cuore dell’Europa ma nessuno la vuole far finire perché conviene a tutti. Il governo e l’Ue? Parlano solo di armi”: le parole di Fiorella Mannoia intervistata da Andrea Scanzi

La cantante romana ha risposto alle domande della firma del Fatto Quotidiano alla Gaberiana. "Sai che ci daranno da mangiare? I proiettili. Si vogliono armare, armare, armare, armi, armi, armi. Vanno a scuola l'educazione sessuo-affettiva no, ma insegnare ai ragazzini come si imbraccia il fucile, questo sì"
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“Non avrei mai pensato di oggi di risentire parlare di guerra, di una guerra che sta nel cuore dell’Europa, che non accenna a finire, che nessuno vuol far finire, perché conviene a tutti che si mantenga accesa quella guerra lì, perché ci sono, come al solito, interessi economici talmente grandi che vanno al di là della nostra comprensione”. E’ la riflessione di Fiorella Mannoia, intervistata alla Gaberiana, a Firenze, da Andrea Scanzi, che del festival dedicato a Giorgio Gaber è il direttore. Scanzi aveva fatto notare alla cantante romana che negli ultimi giorni gli è capitato di sentire “da tre generazioni diverse la frase dritta: questo è il momento più brutto che abbia mai vissuto nella mia vita”. Tra gli esempi fatti da Scanzi Francesco Guccini, Enzo Iacchetti e Luciano Ligabue.

“Non avrei mai pensato di ritrovarmi oggi alla mia età in una situazione come questa – continua Mannoia -. Sapere che quei poveri ragazzi, sia russi sia ucraini, strappati dalle case a forza, a forza, portati via a forza e mandati al fronte come carne da macello come nella canzone La guerra di Piero. Ecco, quella roba lì io non riesco a immaginarla nemmeno. E poi non parliamo appunto di quello che sta succedendo in Medio Oriente. E non parliamo nemmeno dell’uomo arancione che sta, che sta devastando il mondo. E senza considerare questo rigurgito nazi-fascista che ci sta di nuovo davanti agli occhi. E questo mi preoccupa, perché non è solo italiano”.

A chi ti riferisci quando parli dell’Italia?, le chiede Scanzi. “Quello che una volta era un tabù, oggi non lo è più – risponde l’interprete romana -. Cioè oggi si vedono le mani alzate, inni al fascismo, inni al Duce. Abbiamo sempre pensato: vabbè, sono quattro gatti, lasciamoli stare. Capisci che non vorrei che si facesse lo stesso sbaglio di allora. Erano quattro gatti e poi, e poi hanno preso il potere. Adesso l’asticella si è abbassata ancora di più, semmai fosse possibile. Perché con l’avvento di… Vabbè, hai capito che poi non lo voglio nominare. Il generale, sì.. si è abbassata l’asticella, perché adesso stanno a fa la gara a chi è più a destra. Sono più a destra io o sei più a destra tu”. L’avvento del generale porta a un “momento pericoloso” continua Mannoia “perché adesso si fanno pure la guerra tra di loro, perché questo è diventato scomodo, non sanno dove collocarlo. Se se lo mettono in casa e poi si devono adeguare a quello che lui vuole. E questa semina proprio a, a piene mani di odio, questa è la cosa che mi fa più paura. Andrebbero processati. Per, come dire, per divulgazione di odio. Perché è quello quello che stanno facendo”.

E il centrodestra di governo? “Mi fanno ridere – ammette Fiorella Mannoia -, perché son cinque anni, quattro anni che stanno al governo. Avete fatto quello che volevate, non avevate opposizione, avevate la maggioranza. Parlate di sicurezza, sicurezza… so’ quattro anni, ma che avete fatto? Avete fatto tutti i ddl, tutti le leggi che volevate e stiamo ancora così. E la colpa di chi è? E’ stato il governo più longevo della storia. Ma i risultati dov’stanno? E gli stipendi sono sempre lì. Sono stati lì zerbini a dire tutto quello che quell’arancione voleva. Avete fatto tutto quello che vi ha chiesto. Avete comprato le armi, gli avete dato i soldi. Gli diamo il 5,5% del PIL per comprare armi. Sai che ci daranno da mangiare? I proiettili. Finirà così. Mangiatevi questi proiettili perché è questo quello che sta. Si vogliono armare, armare, armare, armi, armi, armi. Vanno a scuola l’educazione sessuo-affettiva no, ma insegnare ai ragazzini com’è un drone e come si imbraccia il fucile, questo sì, questo va bene”. Una critica che Mannoia estende anche all’Unione europea: “Ma sapete quanto ci vuole per fare un esercito? Quanti anni ci vorranno per fare un esercito europeo? E poi comandato da chi? Ma chi lo comanda? Che quelli sono gli Stati Uniti d’America, ma se noi ancora stiamo a litigare coi francesi per il parmigiano e per i formaggi. Se ogni volta che giochiamo a pallone coi tedeschi: “Ah magna patate“, perché viene fuori tutto così. Cioè noi non siamo ancora quell’Europa lì che speravamo. Noi siamo tutti divisi uno dall’altro, non abbiamo un sistema fiscale che sia uguale. Non siamo riusciti manco a fa un circuito di carte di credito europee. Stiamo ancora con le carte di credito delle loro americane. Non siamo riusciti manco a fa un circuito di banche. Ma di che cazzarola stiamo a parla’? Parlano solo di armi. Armi”.

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