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Sarà accordo tra Vannacci e Meloni? Nel video con l’Ai un primo presagio

In un frammento si vede l'imperatore impersonificato dall'ex generale accanto ai vertici di questo reame immaginario: Ignazio La Russa e la premier. Vuol dire qualcosa? Può essere
Sarà accordo tra Vannacci e Meloni? Nel video con l’Ai un primo presagio
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di Giovanni Muraca

Domenica sera su La7 a “In Onda” gli ospiti della serata erano Gianrico Carofiglio e Letizia Moratti, eurodeputata di Forzista. Nel mezzo della trasmissione estrapolano un video pubblicato sui social in giornata dall’ex generale Roberto Vannacci. Un video creato dall’intelligenza artificiale il quale, seppur becero e violento come classificato dagli stessi ospiti, a mio avviso rivela qualcosa di importante a livello politico che in molti stanno – ancora una volta – ignorando. Il video “dello scandalo” è ambientato in un anfiteatro romano, si vedono leader come Elly Schlein, Giuseppe Conte, Laura Boldrini e Romano Prodi legati i quali sono prossimi a un’esecuzione brutale sullo sfondo di un coro del pubblico unanime in puro stile ventennio che intona “Iugula” (tradotto – sgozza) verso gli sventurati.

Il disdegno – giustamente – non è tardato ad arrivare in studio. La peculiarità dello stesso disgusto però, arriva proprio dall’eurodeputata che condanna senza se e senza ma lo stralcio di ciò che è appena stato mostrato. Non solo una condanna alla clip, ma un aperto smarcamento dalle stesse politiche dell’eurodeputato ex leghista. La stessa Moratti dirà poi che l’attuale leader di Futuro Nazionale, va chiamato “ex Generale” perché – e cito testuale – “è stato sospeso“, “bisogna chiamarlo Onorevole”. Nella chiosa del dibattito, l’ex sindaca di Milano aggiunge anche che la stampa dovrebbe smettere di parlare di lui, come se il capopartito del neonato partito di ultradestra non fosse realmente un problema.

A conti fatti, però, lo sta diventando. E questo “disdegno” non arriva a caso. Oltre al fatto che FN continui a salire nei sondaggi – vedremo poi se subirà un l’effetto soufflé tirato fuori dal forno al momento sbagliato sotto elezioni – come molti esperti dicono, c’è che in quell’illustrazione può emergere un dettaglio.

In quell’atmosfera da dominio romano, c’è un frammento che va analizzato: quello in cui si vede l’imperatore impersonificato dal generale in pensione. Non è l’auto-investitura immaginaria della carica che desta sospetto, ma chi c’è vicino a lui nei vertici in questo reame immaginario: il presidente del Senato Ignazio La Russa e la premier Giorgia Meloni. Un presagio che forse vuole dire qualcosa? Può essere. Il fatto che non siano minimamente apparsi Salvini e Tajani la dice lunga. Pensare che dietro a un video – nato magari con fine diverso – ci sia un messaggio, può essere tranquillamente una perversione di noi commentatori politici, ma la triade rappresentata in 3D arriva proprio dopo l’annuncio dell’ex Generale a un’apertura con la premier (tramite un accordo scritto). E lo stesso, pare che escluda dai giochi i due leader dell’attuale compagine al governo.

La premier è consapevole della frattura all’interno della maggioranza che si sta allargando sempre di più, i “famosi 27” della stessa coalizione che votarono contro alla Camera per approvare l’emendamento sulla legge elettorale ne è la prova: un graffio sottoforma di voto contrario che qualcuno dei suoi gli ha voluto dare. Forse è troppo complottista estrarre da un video – davvero incommentabile-un sottotesto, ma le sovrapposizioni sono troppe e la legge elettorale è prossima alla discussione in Senato. La premier sa muoversi perfettamente anche quando è sul filo del rasoio, ma questo accade fino a quando la coalizione è compatta e nessuno della compagine viene segnato. E non sarà strano se il prossimo affossamento arriverà nella seconda Camera mentre qualcuno scalda i motori per scendere in campo direttamente da leader o tuonando da Cologno Monzese.

La narrazione – disdicevole – vista nel video potrebbe dire qualcosa di ciò che potrebbe essere il desiderio di qualcuno nel post governo Meloni I, solo che la storia bisogna raccontarla bene. Nell’età imperiale gli stessi sovrani eclissavano quasi sempre dietro congiure di “fuochi amici” per prendere il potere. E non c’è bisogno di tornare indietro all’epoca romana, basta fermarsi agli ultimi trent’anni.

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