Empoli: un modello di città per bambini, ragazzi e giovani
Se qualcuno cerca un modello di città per i bambini, i ragazzi e i giovani altro non deve fare che andare a Empoli, in Toscana. Fino a pochi mesi fa non avevo mai messo piede in questo comune della costellazione fiorentina, a metà strada tra Pistoia e Siena. Chi ama la regione che ha dato i natali a Dante e al genio di Leonardo, vista Firenze, punta alla più note San Gimignano o Volterra.
Pochi si fermano qui per ammirare piazza Farinata degli Uberti ma chi abita in questa città nella pianura del Valdarno, può contare su luogo amico dei bambini, dei ragazzi e dei giovani. Per una volta si può dire che c’è un posto che ha veramente investito su loro. Non serve parlare con Alessio Mantellassi, eletto sindaco a 28 anni o con Matteo Bensi, il 38enne professore di filosofia, assessore alla cultura e alle politiche giovanili.
Basta aggirarsi per le strade per imbattersi in “DesTEENazione”, un antico palazzo trasformato in un luogo dove “i desideri dei giovani prendono forma, attraverso relazioni, opportunità e percorsi condivisi”. Con un progetto nazionale triennale finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali la zona Empolese Valdarno Valdelsa può oggi contare su un luogo di partecipazione dove i ragazzi non sono spettatori ma protagonisti capaci di incidere concretamente sul proprio presente attraverso attività educative e ricreative, supporto psicologico, orientamento nella scuola e nel lavoro. Da notare che “DesTEENazione” – alla faccia delle amministrazioni che chiudono le biblioteche alle 19 – è aperto lunedì, mercoledì e venerdì fino alle 20 e negli altri giorni feriali fino alle dieci di sera.
Poco più in là, nell’ex cinema “La Perla”, dopo oltre dieci anni di chiusura, l’amministrazione ha letteralmente restituito ai giovani uno spazio affidandolo alla redazione di un giornale Scomodo: lì dal lunedì alla domenica fino a tarda notte si balla, si gioca a biliardino, si ascolta musica, si fanno workshop di ogni genere (persino sui tarocchi), si guardano le partite, il cinema o si legge un giornale. Molto più di un “centro sociale”, di un luogo istituzionale: uno spazio dove star bene perché ci si incontra in un luogo bello, partecipato, intergenerazionale e (manco a dirlo) interetnico.
E i bambini? Per loro c’è “Palazzo Leggenda”, la biblioteca per ragazze e ragazzi, da 0 a 18 anni. E non è un modo di dire. Chi mette piede in questi quattro piani elegantissimi di centro culturale, di informazione e di apprendimento, trova libri, giochi, un teatro adatto a chi è appena nato e agli adolescenti. Basta buttare un occhio ai libri e alle riviste per capire: ci sono la Pimpa e Paperino, il Giornalino e Focus Junior ma anche Internazionale Kids e i grandi classici; “Canta e impara l’arabo” e “Nonna Mudi è alla moda”, Munari in inglese e libri in altre lingue; testi per imparare a diventare Youtuber e cuffie per ascoltare la musica. Insomma, un bambino o un giovane svedese o finlandese a Empoli potrebbe sentirsi a casa.