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Bimbo di 5 anni si sente male in acqua e muore in piscina a Monterotondo (Roma)

Monterotondo (Roma) - Il bambino faceva parte di un gruppo composto da una quindicina di coetanei impegnati nelle attività organizzate dal centro estivo quando, per cause ancora da chiarire, ha accusato un improvviso malore
Bimbo di 5 anni si sente male in acqua e muore in piscina a Monterotondo (Roma)
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Un bambino di cinque anni è morto questa mattina nella piscina comunale di Monterotondo, in provincia di Roma, dove stava partecipando a un centro estivo insieme ad altri bambini della sua età. Il piccolo si è sentito male mentre si trovava in acqua e, nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori, ogni tentativo di salvargli la vita si è rivelato vano. L’episodio è avvenuto nell’impianto sportivo di via della Fonte. Secondo le prime informazioni, il bambino faceva parte di un gruppo composto da una quindicina di coetanei impegnati nelle attività organizzate dal centro estivo quando, per cause ancora da chiarire, ha accusato un improvviso malore.

L’allarme è stato dato immediatamente e sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno iniziato le manovre di rianimazione. È stato richiesto anche l’intervento dell’elisoccorso, ma gli sforzi del personale sanitario non sono bastati: il bambino è morto poco dopo. Sull’accaduto sono intervenuti i Carabinieri, che hanno effettuato i rilievi nella struttura e raccolto le prime testimonianze delle persone presenti al momento dei fatti. La Procura di Tivoli ha aperto un fascicolo per accertare le cause della morte e ricostruire con precisione quanto avvenuto. Gli investigatori dovranno chiarire se il bambino sia stato colto da un malore improvviso mentre era in acqua oppure se vi siano altri elementi che abbiano contribuito al decesso. In questa fase nessuna ipotesi viene esclusa. Saranno gli accertamenti disposti dalla magistratura, insieme agli eventuali esami medico-legali, a stabilire le cause della morte e a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

La morte del piccolo è solo l’ultimo episodio di una serie di casi che, negli ultimi mesi, hanno riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nelle piscine e negli impianti acquatici. Solo pochi giorni fa una bambina ha perso la vita in una piscina a Sestri Levante. Il 18 luglio una bambina di quattro anni è morta dopo essere annegata in una piscina di Milano Marittima, dove sarebbe sfuggita per alcuni istanti al controllo dei genitori.

Ancora più drammatici gli episodi legati ai sistemi di aspirazione delle vasche. Il 18 aprile bambino di sette anni, è morto in una piscina termale della provincia di Latina dopo essere rimasto risucchiato da un bocchettone. Pochi giorni prima, il 5 aprile, anche Matteo Brandimarti, 12 anni, aveva perso la vita in circostanze analoghe all’interno della vasca idromassaggio di un hotel di Pennabilli, nel Riminese. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, tra il 2024 e il 2025 nelle piscine italiane si sono registrati 37 decessi e oltre la metà delle vittime aveva meno di 14 anni. Numeri che alimentano le richieste di un intervento normativo per rafforzare la sicurezza degli impianti e prevenire nuovi incidenti.

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