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Caos carta d’identità: il Viminale “dimentica” il foglio provvisorio, migliaia di italiani bloccati rischiano di perdere ferie e biglietti

Nei giorni scorsi la promessa con tanto di annunci sui giornali: dal 6 al 12 agosto sarebbe arrivato il documento temporaneo per tutti. Ma al momento ancora non risulta
Caos carta d’identità: il Viminale “dimentica” il foglio provvisorio, migliaia di italiani bloccati rischiano di perdere ferie e biglietti
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Frontiere bloccate con i paesi di Schengen. Questa volta la crisi diplomatica tra Italia, Spagna per Ceuta non c’entra niente. E a rischiare di rimanere bloccati dal Governo non sono i migranti, ma migliaia di italiani.

Colpa della nuova disciplina sulla carta d’identità elettronicae su un foglio provvisorio che da settimane dovrebbe arrivare dal ministero dell’Interno agli uffici anagrafe di mezzi Italia, e invece non arriva.

Già, un foglietto di carta rischia di rovinare le vacanze di migliaia di italiani e di far perdere i soldi dei biglietti e degli alberghi già prenotati.

Cosa succede? Dal 3 agosto il vecchio documento di identità cartaceo non vale più per l’espatrio. Una novità che ha già provocato molti disagi ai cittadini. Sui muri degli uffici anagrafe campeggiano manifesti che indicano come comportarsi: dopo il 3 agosto sarà disponibile un documento transitorio della durata di 180 giorni che, qualora mancasse la carta d’identità elettronica, consentirà comunque l’espatrio.

Qui qualcuno potrebbe sollevare un’obiezione sul fatto che il cambio di disciplina, con la necessità di munirsi di un nuovo documento, avvenga proprio il 3 agosto, nel momento clou per centinaia di milioni di europei in trasferimento da un Paese all’altro per le ferie.

Migliaia di italiani, che magari non erano venuti a conoscenza della necessità di munirsi della Cie oppure semplicemente non sapevano di dover espatriare (per motivi di urgenza o perché non avevano pianificato un viaggio), vedendo quella scritta sul muro dell’anagrafe si sono recati agli uffici comunali per chiedere il foglio sostitutivo.

E qui comincia l’ Odissea, non quella di Nolan, ma quella della burocrazia italiana. “Il foglio sostitutivo arriverà dopo il 3 agosto”, si sono sentiti dire, “non è il caso che voi facciate la carta d’identità elettronica. Basterà che veniate qui e ve lo daremo”.

Non è andata esattamente così: prima il foglio doveva arrivare per il 3 agosto, poi la settimana successiva. Nei giorni scorsi – come al solito in zona Cesarini – era arrivata la solenne promessa con tanto di annunci sui giornali e immagini del documento stampato dalla Zecca: dal 6 al 12 agosto (per tanti già troppo tardi) il foglio provvisorio arriverà. Ma ecco l’amare sorpresa: ancora oggi, 11 agosto, il foglio all’Anagrafe non c’era. “Non ne sappiamo niente”, rispondevano gli impiegati.

Nel frattempo in molti , fidandosi delle parole degli uffici anagrafe e della questura, si sono muniti di biglietti aerei e hanno prenotato gli alberghi.

Tanti hanno già perso il viaggio. Molti, la gran parte, rischiano di rimanere a casa dopo il ponte di Ferragosto. Parliamo di migliaia di persone che viaggiano con aerei e probabilmente anche traghetti. Cioè i mezzi di trasporto che richiedono di mostrare il documento d’identità prima di passare un confine.

In tanti si sono recati in questura per chiedere di avere il passaporto, nonostante questa procedura costi, oltre 100 euro invece dei 22 previsti per la carta d’identità. Ma bisogna fare presto per salvare le ferie e i soldi già spesi.

Certo, è previsto che se si deve partire per ragioni di urgenza e si è in grado mostrare il biglietto aereo già acquistato, il passaporto venga rilasciato in poche ore. Ma ecco l’ ulteriore paradosso: “Il passaporto può essere ottenuto soltanto per i Paesi nei quali non si può entrare con la carta d’identità”, rispondono in molte questure. Quindi se dovessi andare in Afghanistan potrei, mentre in Grecia e Spagna, che sono nell’Ue no? “Esatto”, rispondono gli agenti di Polizia. Ecco l’assurdità: proprio nei Paesi in cui si può entrare con la carta d’identità , come per esempio la Spagna, la Grecia o l’Irlanda, non è nemmeno possibile munirsi in tempi rapidi di passaporto.

Qui comincia il palleggio: all’anagrafe ti dicono che la colpa è del Ministero che non manda il famoso foglio. Mentre in questura dicono che dipende dai comuni.

La disputa va avanti da settimane. E i comuni da luglio stanno facendo pressione sul Viminale perché trovi una soluzione e non provochi un danno agli incolpevoli cittadini che chiedono semplicemente di esercitare il diritto di espatriare.

“Dal Ministero solo ritardi e confusione sul documento temporaneo”, ha dichiarato tra gli altri Leonardo Nicolai, assessore del Comune di Vicenza con delega all’Anagrafe. Insieme con lui si sono schierati i colleghi di Bergamo, Padova, Milano, Sesto Fiorentino, Bologna, Torino, Genova, Verona: “Un susseguirsi di decreti tardivi, disposizioni poco chiare e indicazioni operative arrivate ben oltre la scadenza dei termini”.

Il 26 giugno, dopo mesi in cui i territori sono stati inascoltati sul tema della rottamazione delle carte di identità, il governo emanava un decreto in cui, tra le altre cose, si parlava di un “documento di identità provvisorio”, senza meglio specificare le modalità di erogazione dello stesso. Questo nuovo documento sarebbe dovuto servire in sostituzione alla carta di identità cartacea in scadenza il 3 agosto per direttiva europea. Carta di identità che, però, veniva prorogata limitatamente ad alcune specifiche funzioni, legate soprattutto ai rapporti con la Pubblica Amministrazione, sino al 31 gennaio 2027“, recita l’appello dei Comuni. Aggiungono: “Questa situazione ha inevitabilmente creato incertezza, poiché nelle settimane successive all’emanazione del decreto non è stata fornita alcuna delucidazione relativa a questo documento temporaneo; la sera di martedì 4 agosto, quindi dopo il termine previsto per la validità delle cartacee, il Governo ha emanato un ulteriore Decreto Interministeriale in cui viene presentato il fac-simile del documento provvisorio da rilasciare ai cittadini che hanno programmato un viaggio imminente in area Schengen e non possono attendere i tempi di consegna della CIE. Tale documento è provvisorio e non è ancora operativo, né sono stati chiariti i tempi con cui verrà definitivamente attuativo. Si sa che avrà una validità di 6 mesi, ma non è assicurato che tutti i Paesi UE lo ritengano valido: alcuni Stati esteri potrebbero non garantire l’ingresso nel loro territorio ai cittadini italiani, se non muniti di CIE valida per l’espatrio”.

Insomma, confusione e incertezza. Gli uffici anagrafe non forniscono il famoso facsimile. Mentre nelle questure spesso ritengono che sia disponibile. Uffici distanti poche centinaia di metri che dicono cose opposte.

Intanto nei corridoi bollenti per il caldo degli uffici anagrafe si passano mattine. Si solidarizza. A volte si litiga con gli incolpevoli funzionari. Qualcuno sbotta: “Chiederò i danni“.

“Io devo partire per la Grecia con quattro figli e mio marito”, racconta Maria, 52 anni, impiegata, accaldata ed esasperata nell’ufficio anagrafe di Genova. Aggiunge: “Ho già passato quattro mattine in giro tra anagrafe e questura, ho dovuto prendere ferie e passarle qui. È un balletto umiliante, come se del mio tempo non importasse niente a nessuno. In fondo sto esercitando un mio diritto e lo Stato dovrà risponderne”. Già , perché leggendo un comunicato del ministero dell’Interno e affidandosi a quanto detto negli uffici pubblici, nel frattempo Maria ha già comprato sei biglietti aerei, ha prenotato un albergo e affittato l’auto. Non è la sola, è un continuo presentarsi allo sportello di persone di ogni età, tutti italiani, spesso famiglie con figli. Racconta Raimondo, 26 anni, studente: “Pensavo di rinnovare la carta d’identità a settembre, ma nei giorni scorsi ho avuto l’occasione di andare a trovare un mio parente in Spagna. All’anagrafe mi hanno detto che stava per arrivare il foglio sostitutivo. Mi hanno detto che era stato garantito da Roma. Ho prenotato l’aereo, ho organizzato tutta la vacanza con la famiglia della mia ragazza. E adesso rischio seriamente di non poter partire“. Poco distante Francesco, 46 anni, professore di scuola media: “Ho rinunciato all’invito di un amico che mi aveva offerto una casa sulle Dolomiti perché sognavo di andare in Irlanda. Questa storia del foglio ci fa perdere migliaia di euro: al governo non importerà niente ma per me sono due mesi di lavoro“. Conclude: “C’è una cosa che mi fa perfino più rabbia: è il segno di come il nostro Paese non rispetti minimamente i suoi cittadini. Sono settimane che litigano per chiudere i confini agli spagnoli, ma intanto siamo noi italiani che non possiamo espatriare. Per colpa di un pezzo di carta”.

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