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Il tatuaggio del tifoso prima della semifinale: “Inghilterra campione del mondo 2026”

L'ennesima lezione sulla scaramanzia inglese: il tatuaggio sul polpaccio si trasforma in una beffa atroce dopo la rimonta dell'Argentina
Il tatuaggio del tifoso prima della semifinale: “Inghilterra campione del mondo 2026”
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Un tatuaggio, una semifinale e l’ennesima lezione sulla scaramanzia inglese. I tifosi dei Tre Leoni non hanno mai imparato a diffidare dei proclami troppo anticipati: vedere It’s Coming Home e i sogni infranti nelle finali degli Europei. Infatti, alla vigilia della semifinale dei Mondiali contro l’Argentina, c’è chi ha deciso di sfidare ancora una volta il destino. Stavolta, però, il conto è stato salatissimo.

Poche ore prima del calcio d’inizio era diventata virale la foto di un tifoso inglese che si era tatuato sul polpaccio la Coppa del Mondo con la scritta “Inghilterra campione del mondo 2026“, convinto che la squadra di Thomas Tuchel avrebbe completato la missione. Un gesto di fiducia assoluta, ma anche una sfida alla scaramanzia che accompagna da decenni la storia del calcio (non quella inglese).

Anche questa volta, poi, il campo ha raccontato tutt’altra storia. L’Inghilterra era anche riuscita a portarsi in vantaggio, ma poi si è chiusa troppo presto, lasciando iniziativa e pallone all’Argentina. L’Albiceleste ha continuato ad attaccare fino all’ultimo, trovando il pareggio con Enzo Fernández all’85’ e il gol decisivo di Lautaro Martínez al 92′, entrambi su assist di Lionel Messi. Una rimonta che ha spedito l’Argentina in finale e trasformato quel tatuaggio in una beffa permanente.

Sui social, dove la foto aveva già fatto il giro del web prima della partita, sono così esplose inevitabili ironie. Del resto, la storia recente dell’Inghilterra è piena di slogan, certezze premature e illusioni svanite proprio sul più bello. Questa volta, però, non c’è soltanto un coro da mettere da parte o un post da cancellare: c’è un tatuaggio destinato a ricordare per sempre una semifinale che sembrava poter cambiare la storia e che invece è finita con l’ennesima, dolorosa beffa.

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