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Valencia, il presidente Pérez Llorca sotto accusa per il viaggio di lusso alla finale dei Mondiali di calcio

L'associazione Trasparenza e Democrazia nello Sport ha presentato una querela contro Pérez Llorca e contro la Federazione calcistica spagnola, accusandoli di un possibile reato di corruzione
Valencia, il presidente Pérez Llorca sotto accusa per il viaggio di lusso alla finale dei Mondiali di calcio
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Il presidente della Comunità Valenciana, Juanfran Pérez Llorca, esponente del Partito Popolare (PP), è finito nel mirino della giustizia spagnola per un biglietto. Non uno qualunque, ma quello per la finale dei Mondiali di calcio negli Stati Uniti.

L’associazione Trasparenza e Democrazia nello Sport, la stessa che in passato aveva denunciato l’ex presidente della Federazione calcistica spagnola Luis Rubiales per il bacio alla calciatrice della nazionale femminile, ha presentato una querela al Tribunale Superiore di Giustizia valenciano contro Pérez Llorca e contro la Federazione calcistica spagnola (RFEF), accusandoli di un possibile reato di corruzione legato al viaggio del presidente regionale alla finale, disputata a New York.

Il caso, esploso nei primi giorni di agosto, riguarda un viaggio lampo che Pérez Llorca ha compiuto per assistere alla finale del torneo iridato. Sui social il presidente aveva spiegato di aver pagato di tasca propria le spese del viaggio, senza però menzionare il costo del biglietto per accedere allo stadio né la presenza al suo fianco del segretario autonomo per la Comunicazione. È proprio il biglietto l’oggetto centrale della querela.

Secondo quanto ricostruito, fonti della presidenza regionale avevano spiegato che Pérez Llorca era stato invitato dalla Federazione, mentre fonti della RFEF hanno riferito che in realtà il presidente aveva ricevuto un invito gratuito. La Federazione, ente privato, dispone di una quota di biglietti forniti dalla FIFA da destinare a vendita o inviti istituzionali, senza costi diretti per l’ente. Alla finale hanno assistito numerose autorità e personalità di vario tipo, ma nel caso di Pérez Llorca non risulta alcuna dichiarazione del regalo nel Portale della Trasparenza regionale, come richiederebbe invece la normativa sul buon governo valida per gli alti funzionari pubblici.

L’associazione denunciante sottolinea che il prezzo dei biglietti per la finale, secondo il sito ufficiale della Federazione, oscillava tra i 4.185 e gli 8.680 dollari, con un sistema di “prezzo dinamico” che negli ultimi giorni prima della partita ha fatto schizzare il valore dei tagliandi fino a diverse decine di migliaia di euro sui mercati secondari. Nella querela si sostiene che possano esserci indizi di un vantaggio patrimoniale concesso in considerazione della carica istituzionale del presidente, elemento che configurerebbe un reato di corruzione passiva impropria e uno di corruzione attiva.

Tra gli elementi ritenuti sospetti dai denuncianti figurano il carattere privato del viaggio nonostante la carica pubblica ricoperta, l’assenza di un criterio generale e trasparente di invito, il valore del biglietto ben superiore ai normali usi di cortesia istituzionale, la modalità particolare con cui l’invito sarebbe stato ottenuto e, appunto, la mancata dichiarazione del regalo nel portale della trasparenza. La querela chiede inoltre che vengano ascoltati come testimoni il presidente della RFEF, Rafael Louzán, il segretario autonomo per la Comunicazione della Generalitat, Vicente Ordaz, e il sindaco di La Nucía, Bernabé Cano, amico personale di Pérez Llorca che ha viaggiato insieme a lui sia per le semifinali sia per la finale del torneo.

Un ulteriore elemento sollevato dai querelanti riguarda i rapporti economici tra la Generalitat Valenciana e la Federazione calcistica: nei bilanci regionali figurano due voci di spesa destinate alla RFEF per un totale di 90mila euro, mentre il presidente della Federazione ha più volte espresso pubblicamente il proprio sostegno alla candidatura di Valencia come sede di partite del prossimo Mondiale, decisione che spetta però alla FIFA. Per i denuncianti questa coincidenza temporale tra rapporti istituzionali, finanziamenti pubblici e regalo del biglietto merita un chiarimento giudiziario.

Sul piano politico, le opposizioni valenciane — Partito Socialista, Compromís e Sumar — hanno già chiesto documentazione sul viaggio attraverso vari canali parlamentari, sia alle Corts Valencianes sia al Congresso dei Deputati a Madrid. Il portavoce socialista nelle Corts ha inoltre fatto notare una contraddizione nel racconto di Pérez Llorca: non è chiaro se il presidente abbia viaggiato come privato cittadino o come rappresentante istituzionale della Generalitat, distinzione che avrebbe conseguenze dirette sull’obbligo di dichiarare il regalo ricevuto.

Il presidente valenciano, subentrato a Carlos Mazón dopo le sue dimissioni dello scorso novembre in seguito alla gestione della tragica alluvione che colpì la regione nell’ottobre 2024, non ha fornito ulteriori spiegazioni pubbliche sul viaggio, limitandosi al messaggio pubblicato sui social nei giorni della finale. Il caso si aggiunge così a una serie di controversie che stanno accompagnando i primi mesi di mandato di Pérez Llorca, mentre cresce l’attenzione mediatica e politica sulla gestione della trasparenza da parte del governo regionale valenciano.

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