Mondiali, apoteosi Argentina: cuore, Messi e Lautaro ribaltano l’Inghilterra e il catenaccio indecoroso di Tuchel
Apoteosi Argentina: l’Albiceleste vola di nuovo in finale dopo l’ennesima rimonta. Tuchel compie la vera impresa di questi Mondiali. In meno di 30’ il ct dell’Inghilterra riesce a perdere (contro l’Argentina) una semifinale già vinta.
L’Albiceleste provoca e dopo lo svantaggio gioca (finalmente) a calcio. I Tre Leoni colpiscono con Gordon grazie a una disattenzione della difesa e poi piazzano un catenaccio illogico. I cambi fanno la differenza. Scaloni mischia le carte, gli inglesi rimangono fermi e non riescono più a uscire dall’area. Nel mezzo ci sono i due pali di Mac Allister, i due assist di un eterno Messi. Il tiro da fuori area di Enzo Fernandez e il colpo di testa di Lautaro Martinez che regala il 2-1 in pieno recupero. L’Argentina completa l’ennesima rimonta del suo Mondiale e guadagna – con merito – l’atto finale al MetLife Stadium di New York contro la Spagna. L’Inghilterra spreca l’occasione di una vita. Anche 60 anni dopo l’ultima volta.
Falli, provocazioni, spallate
Questa volta non c’è nessuna Mano de Dios a decidere il risultato, ma solo tante spallate. Argentina e Inghilterra decidono di non giocare il primo tempo. O meglio, decidono di non fare calcio. Nei primi 10’ l’arbitro fischia 7 falli: è il dato più alto mai registrato in una partita dei Mondiali. Il record viene aggiornato pochi minuti più tardi: il gioco viene interrotto per 19 volte. E anche dopo l’hydration break, non cambia nulla: zero emozioni, tanta confusione.
Il cuore dell’Argentina e la pazzia di Tuchel
Provocata senza successo da Paredes e compagni, l’Inghilterra sfrutta l’unica vera ripartenza concessa dall’Argentina e va in vantaggio grazie ai suoi due esterni: assist di Rogers, gol di Gordon. È 1-0 per gli inglesi. Dal 60’ in poi è tutta un’altra partita. Scaloni mette in campo chiunque pur di cercare il pareggio. Tuchel, invece, decide di non cambiare nessuno. È l’inizio della fine: la lettura della gara è pessima. Con i subentrati Nico González, De Paul e Lautaro l’Argentina schiaccia il baricentro inglese – cambia l’inerzia della gara – e attacca di continuo. L’Inghilterra, inerme, subisce in ogni zona del campo. Il gol dell’1-1 è inevitabile.
Il catenaccio contro una squadra che fa del palleggio la sua forza principale è inefficace: Tuchel cerca di metterci una pezza nel finale, ma ovviamente non basta. L’Argentina attacca sempre con due giocatori in più. E quando i supplementari sono ormai vicini, il capitano dell’Albiceleste pesca il capitano dell’Inter in area. Solo, di testa, non sbaglia. Tuchel si incarta con le sue stesse mani. L’Argentina è in finale per la seconda volta consecutiva. E per la prima volta sarà Yamal contro Messi.