Nuovo ct, Maldini spinge per Pirlo e Malagò frena: “Per ora non siamo arrivati alla stessa conclusione. Senza condivisione il rapporto viene meno”
Adesso, sì, se ne parlerà approfonditamente. Chiusa la questione del Direttore tecnico, cioè Paolo Maldini che sarà accompagnato in questo nuovo percorso dall’amico Leonardo come Advisor, adesso Malagò e la sua squadra dovranno decidere il Commissario tecnico. Una scelta che, prima dell’accelerazione che ha portato a Maldini, sembrava quasi del tutto definita: Roberto Mancini. Ora, invece, qualcosa si dovrà rivedere. All’insegna di quella “condivisione” di cui Malagò stesso ha parlato recentemente e che non può non essere l’ovvia base di partenza della rifondazione del calcio azzurro.
Le parole
Lo ha sottolineato proprio ieri, lunedì 13 luglio, a margine della partita a L’Aquila tra nazionale cantanti e politici. Un evento benefico a cui ha partecipato, guarda un po’, anche Mancini. “Da domani (martedì, ndr) capiremo veramente cosa fare” ha detto Malagò. Senza chiudere porte a nessuno, ma senza nemmeno aprirle: “So che non è facile credermi, ma vi prego di farlo. Ci sono aspetti di condivisione con Maldini e Leonardo, c’è anche una questione di cifre: quando si fanno i contratti ci sono i desideri e le cose reali. Sono sincero: ora si entra nella fase dell’individuazione e poi si passerà a selezionare la persona in concreto. Senza condivisione”, ha proseguito Malagò, “il presupposto su cui si è creato in 15 giorni questo rapporto verrebbe meno. Poi magari si può arrivare alla stessa conclusione, ma per ora non ci siamo arrivati”. Tradotto: dovremo discuterne un po’, con tante idee sul tavolo.
Certezze e scommesse
La prima, quella che a Malagò piace da tempo, riporta il nome di Roberto Mancini. Che all’evento di cui sopra ha glissato con un “dovete parlarne a lui”. L’ex Ct ha più volte fatto ammenda per il modo in cui ha lasciato l’Italia e vorrebbe riprendere un percorso che si era interrotto in maniera burrascosa nell’estate del 2023. Al presidente federale l’ipotesi non dispiace: Mancini ha esperienza, un buon palmares e dei costi certamente accessibili per le casse italiane. Costi più bassi rispetto a quel Conte che è sempre piaciuto ma che probabilmente resterà fermo in attesa di nuove proposte di club più avanti.
La scommessa, invece, è rappresentata da Andrea Pirlo. Il nome c’è, è concreto e viene caldeggiato (senza troppi aut aut) da Maldini e Leonardo. È vero, Pirlo non rappresenta come allenatore quello che ha rappresentato da giocatore. Ma ha idee e soprattutto conosce davvero bene l’ambiente nazionale. I contro rispetto alla sua candidatura non sono però pochi: anche Gattuso era stato chiamato proprio per quel rapporto mai sopito con l’ambiente azzurro, con risultati comunque negativi. Cosa succederebbe ora? Si tratterebbe di una rivoluzione nella rivoluzione. Non semplice da far digerire.
E poi c’è la suggestione. Destinata verosimilmente a rimanere tale. “Guardiola? Nessuno può negare che avere lui come allenatore della nazionale italiana sarebbe una cosa molto importante. Poi è tutto da vedere, se sia il profilo giusto e se ci sia una compatibilità”, Malagò dixit. Della serie: chi sono io per chiudere le porte a un sogno? Ma che sia quasi impossibile trovare un’intesa con lo spagnolo lo dicono sicuramente i conti. E bisogna soprattutto capire se a lui interessi davvero questa possibilità. La fase dell’individuazione comincia oggi, le discussioni pure. Finché non ci sarà comune accordo, non si procederà. I prossimi impegni ufficiali saranno a settembre: il 25 contro il Belgio e il 28 contro la Turchia, due partite di Nations League. Lì, il nuovo Ct sarà seduto sulla panchina. E questa volta nessuno può davvero permettersi di sbagliare.