Il ministro degli Esteri Antonio Tajani torna per l’ennesima volta a parlare di sanzioni ai coloni israeliani. A margine del Cae, il Consiglio degli affari esteri, il ministro ribadisce che l’Italia sostiene le sanzioni al ministro Ben-Gvir ed è “contraria agli insediamenti dei coloni in Cisgiordania” per questo “siamo per infliggere anche delle sanzioni“, ma “vediamo quali”.
Nello specifico, sulle sanzioni ai prodotti degli insediamenti, Tajani puntualizza: “Esaminiamo la proposta, e vediamo quale sarà. Credo che debba essere approvata all’unanimità visto che si tratta di una scelta politica e non commerciale. Esamineremo nel dettaglio le proposte, le valuteremo. Non siamo pregiudizialmente contrari ma non so se si potrà decidere prima delle elezioni in Israele“.
Già in passato Tajani aveva espresso posizioni simili sui “coloni violenti”, assumendo però via via una posizione sempre più sfumata. Il 23 aprile Tajani aveva detto che “la politica degli insediamenti deve finire” valutando quindi “positivamente anche la possibilità di restrizioni sulle importazioni di merci prodotte nella Cisgiordania occupata, una misura che colpisca le fonti di finanziamento delle reti di coloni estremisti”. Poi aveva frenato, l’11 maggio, a margine del Consiglio Ue per gli Affari Europei, ridimensionando la posizione, come fatto oggi: “Per quanto riguarda possibili iniziative per sanzionare i coloni attraverso un blocco doganale dei loro prodotti, si aspetta una proposta della Commissione – aveva detto il ministro – Vedremo quale sarà e vedremo se servirà l’unanimità o la maggioranza qualificata”.
Per quanto riguarda le sanzioni a Ben-Gvir, pur dicendosi favorevole l’Italia non ha ancora inflitto misure nazionali. Secondo Tajani, come detto anche in question time, infatti, “la cornice europea è essenziale“. E quindi? Attesa finché non si arriva a una risposta europea.