La Germania accelera sullo spazio militare: dal 2027 satelliti spia e offensivi. Il documento riservato: “Pronti al combattimento entro il 2029”
“Lo spazio non è solo fondamentale per la nostra sicurezza; sta anche diventando sempre più parte della nostra sfera economica”. Il Cancelliere Friedrich Merz è convinto che la Germania diventerà anche una potenza spaziale, come ha dichiarato a giugno alla Fiera Internazionale dell’Aerospazio (ILA) di Berlino. Il Ministero della Difesa prevede di lanciare nello spazio satelliti dotati di capacità militari offensive già a partire dal 2027. La Commissione Difesa del Bundestag ha già discusso a porte chiuse il progetto, secondo quanto indicano i media tedeschi. Il programma sperimentale denominato “Responsive Launch Demonstration” prevede che satelliti tedeschi acquisiscano la capacità di spiare e persino di disturbarne altri, attraverso attacchi elettromagnetici come il “jamming” o lo “spoofing”. L’esecuzione dei test sarà affidata al Centro aerospaziale tedesco (DLR). Il piano prevede la rapida acquisizione, il lancio e la sperimentazione di due “satelliti ispettori” in grado di spiare a grande velocità altri satelliti, e di due “satelliti effettori” utilizzabili per operazioni di disturbo, inizialmente sperimentate solo su altri strumenti spaziali della stessa agenzia tedesca.
È previsto l’impiego di tecnologia satellitare e missilistica esclusivamente di produttori tedeschi e con una tempistica ambiziosa. Un documento riservato, visionato dai media tedeschi, afferma che il progetto mira a “raggiungere la prontezza militare al combattimento spaziale entro il 2029”. L’obiettivo è “dimostrare se e come sia possibile acquisire satelliti, immetterli in orbita in sicurezza e garantirne l’operatività entro un arco temporale breve e predefinito”. Un portavoce del Ministero di difesa ha confermato alle testate che si vogliono “integrare tecnologie esistenti in un sistema funzionante complessivo, e farlo in meno di dodici mesi per la messa in orbita”.
Desiree Becker, deputata del Bundestag e membro della Commissione difesa della Linke, ritiene che con il progetto da cento milioni il Ministero della difesa pianifica “proprio quello che rimprovera alla Russia”. Andreas Schwarz (SPD), esperto di bilancio e responsabile per la difesa, evidenzia invece che “la guerra si sta spostando sempre più verso lo spazio. In Europa affrontiamo carenze significative nelle nostre capacità di ricognizione spaziale e, sotto questo aspetto, dipendiamo in linea di principio dagli Stati Uniti”. Anche Thomas Erndl (CSU), portavoce per la politica di difesa del gruppo parlamentare dell’Unione democristiana, auspica lo “sviluppo costante di capacità offensive” per garantire la sovranità europea a lungo termine.
Finora nessun lancio effettuato con un vettore di fabbricazione tedesca ha avuto successo, dunque viene ammessa l’eventualità di un fallimento. L’azienda non è tenuta a garantire l’esito positivo della missione e la messa in orbita del carico utile, bensì solo a profondere un “impegno serio” nei confronti dello Stato tedesco. Chi sia il fornitore non viene specificato dai media tedeschi, recentemente però la Baviera ha messo in orbita tre satelliti per il controllo della superficie terrestre e del clima attraverso Space-X.
Il Cancelliere Merz in una dichiarazione al Parlamento giovedì ha ribadito che il Governo “lavora intensamente al ripristino della capacità difensive” e che prima del termine richiesto raggiungerà “il traguardo del 5% (del Pil)”. Merz ha poi rivolto un messaggio “ai cittadini che si chiedono se queste spese sono importanti o non sarebbero forse meglio investite per la coesione e sicurezza sociale”. E a loro ha risposto che “la migliore sicurezza sociale non serve a nulla se non viviamo in libertà ed in pace, e perciò ha priorità per me e noi nella coalizione garantire libertà e pace in Europa”. “Ha una considerevole utilità anche per la nostra industria” ha rivendicato poi, agganciandosi all’ordinativo del Canada alla tedesca TKMS per la costruzione di 12 sottomarini del tipo 212CD, progettato con la norvegese Kongsberg, preferendolo all’offerta sudcoreana. Merz ha rivendicato che “è la commessa internazionale per armamenti più importante della storia della Repubblica Federale” ed “una creazione di valore fino a cento miliardi” che “assicurerà migliaia di posti di lavoro in Germania per decenni” (l’azienda ventila 1.500 assunzioni già solo a Wismar, in Meclemburgo-Pomerania dove il 20 settembre si voterà). Il Canada incasserà probabilmente invece la commessa per sei Bombardier dalla Germania. Il Cancelliere ha anche annunciato che a margine del vertice NATO di Ankara l’amministrazione statunitense ha concesso alla Germania l’acquisto e stazionamento di vettori a medio raggio Tomahawk. “In questo modo, colmiamo una lacuna strategica fondamentale della nostra difesa. Parallelamente, lavoreremo allo sviluppo di nostri sistemi europei e al loro dispiegamento in Europa”. I Tomahawk hanno una gittata di 2.500 chilometri e Mosca dista in linea d’aria solo 1.600 chilometri circa da Berlino. Sotto la presidenza di Joe Biden al vertice NATO 2024, gli Usa avevano annunciato l’intenzione di dislocare entro quest’anno in Germania missili Tomahawk, SM-6 e armi ipersoniche di nuova concezione. Il progetto accantonato sotto la presidenza di Donald Trump viene sostituito adesso dalla vendita diretta.
Dopo anni la Bundeswehr è tornata a crescere, non solo in termini di equipaggiamenti ma anche di personale. Il traguardo è 260mila militari attivi e 200mila riserve entro il 2030 (a fine maggio i soldati erano 185.610). Da marzo è implementata un’agenda per la modernizzazione e ridurre la burocrazia (EMA26). Non basteranno però i volontari a completare entro il 2027 lo schieramento in ambito NATO di una Brigata della Bundeswehr in Lituania – circa 4.800 soldati e 200 civili; il Ministro Boris Pistorius (SPD), rispondendo alla Bild am Sonntag, ha dovuto ammettere che “meno di mille unità” -il 20% circa- saranno anche militari obbligati ad accettare il trasferimento.