Monitoraggio Sanità, le reazioni dei medici: "Colmare le disuguaglianze" - 3/3
Monitoraggio Sanità, le reazioni dei medici: “Colmare le disuguaglianze”
I dati “ci consegnano una fotografia importante del nostro Servizio sanitario nazionale. Ma una fotografia racconta un istante; per capire davvero il Paese bisogna guardare il film. E il film degli ultimi vent’anni, dal 2005 a oggi, ci dice che, nonostante i progressi compiuti, non siamo ancora riusciti a colmare le disuguaglianze territoriali“, commenta Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo). “Le Regioni che allora garantivano i livelli di assistenza migliori continuano a essere ai primi posti; quelle che erano in maggiore difficoltà continuano, pur con significativi miglioramenti, a inseguirle. La pandemia sembrava dover aprire una stagione nuova, soprattutto per la sanità territoriale e la prevenzione. A sei anni da quella drammatica esperienza, il cambiamento atteso non si è ancora compiuto. È il momento di riscrivere la sceneggiatura, non di accontentarci di aggiornare l’ultima sequenza”, afferma Anelli.
Sulla stessa linea l’analisi di Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao Assomed: “Il quadro complessivo mostra un miglioramento nelle aree prevenzione e distrettuale rispetto agli anni precedenti, ma anche squilibri che continuano a pesare sulla tenuta del sistema sanitario nazionale”, commenta. “Il primo dato che salta agli occhi è il meccanismo di non compensazione tra le macro-aree: una regione può avere un’assistenza ospedaliera eccellente e vedersi comunque segnalata come inadempiente per una singola area sotto soglia. È un principio di rigore che condividiamo nell’impianto, ma che va accompagnato da un’analisi rigorosa delle cause, non da automatismi sanzionatori”. In quest’ottica, prosegue, “colpisce che la Sicilia e la Provincia autonoma di Bolzano risultino sotto soglia nell’area prevenzione, mentre la Calabria lo sia nell’area distrettuale. Sono situazioni diverse tra loro perchè non si può mettere sullo stesso piano una regione del Nord con carenze specifiche e una regione del Sud gravata da anni di sottofinanziamento, carenza cronica di personale e fuga di specialisti. Il divario Nord-Sud nell’area distrettuale, persistente, resta la ferita più profonda del nostro Ssn”.