Spagna – Inferno di fuoco ad Almería in Andalusia, 12 morti e 23 dispersi: la Guardia Civil cerca i sopravvissuti casa per casa
È una delle peggiori tragedie legate agli incendi boschivi degli ultimi anni in Spagna. Dodici persone – il numero delle vittime è stato aggiornato dalle autorità – hanno perso la vita nel devastante rogo che ha colpito il comune di Los Gallardos, nella provincia andalusa di Almería, mentre almeno otto persone sono rimaste ferite, quattro delle quali in condizioni molto gravi, e oltre mille residenti sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni.
Sono 23 le persone ancora non localizzate, per le quali proseguono le ricerche della Guardia Civil nelle aree colpite dalle fiamme che “ha avviato battute casa per casa, non senza rischio, nelle zone colpite dall’incendio e ancora non rinfrescate, per cercare le persone ancora non localizzate, che sono 23 e speriamo possano essere ritrovate in vita” come spiegato dal governatore dell’Andalusia, Juanma Moreno,
Tra le vittime ci sono soprattutto cittadini stranieri: secondo il governatore Moreno, la maggior parte dei morti sarebbe di nazionalità straniera, in particolare britannica e belga. Quattro cittadini britannici sono stati identificati perché trovati all’interno di un’auto con la guida a destra, mentre altri sarebbero morti nel tentativo di mettersi in salvo, dopo aver abbandonato i percorsi di evacuazione indicati e mentre cercavano una via di fuga dal fumo e dal fronte del fuoco.
Un numero ancora provvisorio, destinato purtroppo a poter aggravarsi, mentre i soccorritori continuano a lavorare senza sosta tra le aree devastate dall’incendio. La Guardia Civil ha avviato controlli casa per casa nelle zone colpite, nonostante il rischio legato alla presenza di terreni ancora caldi e non completamente bonificati, per cercare le persone che risultano ancora disperse. “Speriamo possano essere ritrovate in vita”, ha detto Moreno dal posto di comando avanzato allestito a Garrucha.
Cosa è successo
L’incendio è divampato nella giornata di giovedì e, favorito dalle temperature eccezionalmente elevate, dalla vegetazione completamente secca e dal vento, si è propagato in poche ore con una violenza tale da lasciare pochissimo tempo alla popolazione per mettersi in salvo. Secondo quanto riferito dalla Giunta dell’Andalusia, gran parte delle vittime sarebbe stata trovata all’interno di automobili rimaste intrappolate dalle fiamme lungo le strade della zona di Bédar. Le persone stavano probabilmente tentando di allontanarsi dal rogo quando il fronte del fuoco ha improvvisamente sbarrato loro ogni via di fuga.
A causare l’incendio, secondo quanto dichiarato dal governatore citato dal El Mundo, sarebbe statas la caduta di un cavo elettrico.
Il governatore Moreno ha invitato comunque alla cautela sulle informazioni non ancora confermate, dopo alcune notizie locali sulla possibile presenza di bambini tra le vittime. “Bisogna evitare speculazioni”, ha detto, spiegando che alcuni corpi sono carbonizzati e irriconoscibili e che sono già stati disposti gli esami del Dna per procedere alle identificazioni. Una scena che restituisce tutta la drammaticità dell’emergenza e che ha spinto le autorità regionali a parlare di una tragedia enorme, mentre centinaia di operatori, tra vigili del fuoco, militari dell’Unità militare di emergenza (Ume) e Guardia Civil, continuano le operazioni per contenere il rogo e mettere in sicurezza il territorio.
“L’Andalusia è in lutto”
“L’incendio con le conseguenze più gravi mai registrate nella nostra regione”. Così l’assessore alla Presidenza, Sanità ed Emergenze dell’Andalusia, Antonio Sanz, ha descritto quanto accaduto. “L’Andalusia è in lutto”, ha dichiarato il responsabile della gestione dell’emergenza, sottolineando come mai prima d’ora un incendio boschivo avesse provocato un numero così elevato di vittime nella comunità autonoma. Il servizio di emergenza 112 ha ricevuto oltre 150 chiamate da cittadini che segnalavano l’avanzata delle fiamme.
Intanto il governo regionale ha dichiarato tre giorni di lutto. La cerimonia di insediamento del nuovo esecutivo guidato dal governatore Moreno Bonilla, che era in programma oggi, si svolgerà in modalità telematica così come la prima riunione del governo regionale. Moreno Bonilla è stato confermato alla carica di presidente della Regione dopo l’accordo raggiunto tra il Partito popolare e Vox. L’estrema destra spagnola è entrata a far parte per la prima volta dell’esecutivo andaluso e detiene ora la vicepresidenza oltre che l’assessorato al Turismo, alla Deregolamentazione, alla Giustizia e all’Amministrazione locale. Nell’intesa siglata dal Pp e da Vox, vengono raccolte le posizioni del partito di Abascal in materia ambientale, contestando quello che viene definito “fanatismo climatico”.
Oltre mille evacuati, mobilitato anche l’esercito
Per consentire le operazioni di soccorso sono stati evacuati completamente il comune di Bédar e diverse frazioni, tra cui Almocaizar, El Chocolate e Los Collados. Sono state inoltre sgomberate le urbanizzazioni Parque Botánico e Los Flamingos, che comprendono circa 400 appartamenti. Più di mille persone hanno dovuto lasciare le proprie case. Molti sfollati hanno trascorso la notte nei centri sportivi allestiti a Garrucha e Mojácar, mentre un centinaio di persone è stato ospitato nel teatro municipale e nel poligono industriale di Lubrín, dopo che l’avanzata delle fiamme aveva reso impraticabile la principale arteria stradale di Bédar.
Per contenere il rogo sono impegnati oltre 150 vigili del fuoco, numerosi mezzi aerei e i militari dell’Unità Militare di Emergenza (Ume), mobilitati dal Governo spagnolo per rafforzare le operazioni di spegnimento. Il bilancio provvisorio conta almeno sette feriti. Cinque persone sono state trasferite all’Ospedale Universitario Torrecárdenas di Almería con ustioni di diversa gravità. Due persone sono invece sopravvissute gettandosi in un terrapieno nel tentativo disperato di sfuggire alle fiamme. Altri residenti sono stati curati per inalazione di fumo e ustioni lievi.
Il cordoglio di Pedro Sánchez e del re
Il premier Pedro Sánchez ha espresso il proprio dolore attraverso un messaggio pubblicato su X. “Enorme tristezza e desolazione davanti alle terribili conseguenze dell’incendio che colpisce la provincia di Almería”, ha scritto rivolgendo le condoglianze alle famiglie delle vittime, augurando una pronta guarigione ai feriti e ringraziando tutti gli operatori impegnati nelle operazioni di soccorso. Sánchez ha confermato la mobilitazione dei mezzi del Ministero della Transizione ecologica, della Protezione civile, delle forze di sicurezza e dell’esercito, invitando la popolazione alla “massima prudenza”. Anche il presidente della Giunta andalusa, Juanma Moreno, ha parlato di una regione “spezzata dal dolore“, esprimendo vicinanza alle famiglie delle vittime e alle comunità colpite.
Il re di Spagna Felipe VI ha espresso il suo “cordoglio, affetto e sostegno” alle persone colpite dall’incendio. “Esprimiamo il nostro cordoglio, affetto e sostegno a tutti coloro che hanno perso i propri cari” e a chi è in angoscia per i dispersi, ha detto il monarca parlando da San Javier, Murcia, dove ha presieduto la cerimonia di consegna dei diplomi presso l’Accademia Generale dell’Aeronautica, insieme alla regina Letizia, all’infanta Sofia e alla principessa Leonor che oggi ha concluso la sua formazione militare durata tre anni. L’erede al trono ha ricevuto la Gran Croce al Merito Aeronautico con distintivo bianco, che le è stata conferita dal padre. Felipe VI ha affermato che in segno di lutto, la famiglia reale non parteciperà alle celebrazioni in programma dopo la cerimonia ufficiale. Il monarca ha infine espresso riconoscimento per “il lavoro e il sacrificio” di chi sta partecipando alle operazioni di spegnimento del rogo e all’assistenza agli sfollati.
“A nome del Governo italiano esprimo solidarietà alla Spagna per i gravi incendi che hanno colpito la regione dell’Andalusia. Cordoglio e vicinanza a tutti i Paesi che hanno connazionali coinvolti tra le vittime” ha scritto su ‘X’ il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Al momento non risultano italiani secondo quanto riferiscono le fonti della Farnesina spiegando che le verifiche sono ancora in corso. Anche la premier Giorgia Meloni ha espresso vicinanza: “A nome mio e del Governo italiano, esprimo profondo cordoglio per le vittime del tragico incendio che ha colpito l’Andalusia. La nostra vicinanza va alle famiglie delle persone scomparse e a tutti coloro che sono stati coinvolti in questa drammatica emergenza. L’Italia è accanto alla Spagna e al popolo andaluso in questo momento di grande dolore”.
In serata è arrivato il messaggio anche del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, inviato al re di Spagna. Il Capo dello Stato ha espresso “profonda tristezza” e “preoccupazione” per i violenti incendi. “I fenomeni estremi originati dall’emergenza climatica in atto si stanno abbattendo, purtroppo sempre più frequentemente, sul fragile ecosistema del Mediterraneo – ha aggiunto il capo dello Stato -. Per affrontare efficacemente questa sfida comune, è quanto mai necessario agire congiuntamente e in spirito di solidarietà”. Mattarella ha quindi espresso solidarietà al popolo spagnolo e un pensiero alle famiglie delle vittime.
L’ondata di caldo che sta mettendo in ginocchio l’Europa
Il maxi incendio di Los Gallardos si inserisce in un quadro più ampio che vede l’Europa meridionale alle prese con una nuova e intensa ondata di caldo estremo. Negli ultimi giorni la Spagna, insieme a Portogallo, Italia, Grecia e ad altri Paesi del Mediterraneo, ha registrato temperature eccezionalmente elevate, con valori ben oltre i 40 gradi in numerose aree interne. Il caldo persistente, unito alla siccità e ai forti venti, ha creato condizioni ideali per la propagazione degli incendi boschivi.
Nelle stesse ore un secondo incendio è divampato a Estepona, sempre in Andalusia, rendendo necessaria l’evacuazione preventiva di circa un centinaio di residenti. Anche la provincia di Córdoba è stata interessata da un altro vasto rogo che ha costretto a interrompere temporaneamente la circolazione dei treni ad alta velocità tra Madrid e l’Andalusia, prima del successivo ripristino del servizio. Lo scorso giugno – secondo i dati di Copernicus – è stato il più caldo in Europa e il secondo a livello globale (leggi l’articolo di Luisiana Gaita)