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Reati ambientali, trent’anni di battaglie del Gruppo di Intervento Giuridico. Basciu: “Destra o sinistra? Non cambia”

L'avvocata e volontaria del GrIG racconta le principali vertenze dell'associazione: dalle coste sarde ai tribunali, contro speculazione, inquinamento e consumo di suolo
Reati ambientali, trent’anni di battaglie del Gruppo di Intervento Giuridico. Basciu: “Destra o sinistra? Non cambia”
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La passione per il diritto ambientale era già manifesta nella sua tesi di laurea, relativa a due casi di inquinamento (Seveso e Porto Marghera). Proprio grazie alla tesi, Claudia Basciu, 51 anni, avvocata e attualmente mediatrice civile, conosce il Gruppo di Intervento Giuridico (di cui l’ecologista Stefano Deliperi è presidente), l’associazione ecologista nata a Cagliari nel lontano 1992 e che utilizza lo “strumento di diritto per difendere il territorio italiano dagli attentati che quotidianamente vengono portati avanti da speculatori, inquinatori e amministratori pubblici insensibili, poco accorti o addirittura conniventi”. Un’associazione che compare poco sui media sardi perché, spiega Basciu, “disturba parecchio”. Da quel momento, l’avvocata inizia la sua collaborazione più che ventennale con l’associazione.

“Inizialmente segnalavo casi di abusivismo oppure irregolarità dal punto di vista ambientale. Successivamente ho cominciato a scrivere materialmente esposti in base alle segnalazioni: la nostra attività consiste essenzialmente nell’utilizzare il diritto per poi denunciare. Ho poi ideato e proposto un blog per farci conoscere anche fuori dalla Sardegna e, in effetti, negli ultimi anni siamo riusciti a emergere e crescere”. Il diritto è fondamentale in campo ambientale perché, nota la volontaria, “le manifestazioni sono importantissime, ma non bastano. Oltre a gridare serve fare azioni concrete e per farlo occorre reperire una documentazione, non sempre facile, anche perché spesso andiamo a toccare interessi consolidati, che si tratti del chioschetto in spiaggia o del mega resort. Per questo vagliamo bene ogni segnalazione e ogni azione che facciamo ha solide fondamenta, per essere inattaccabili”.

Tantissimi i fronti rispetto ai quali l’associazione porta avanti la sua battaglia: dalla caccia, sia a livello regionale sia nazionale, fino alla lotta contro le occupazioni di terre destinate al demanio civico e alla speculazione edilizia. “Rispetto al demanio”, spiega, “molto importante la battaglia a favore delle terre collettive di Rocca d’Evandro, circa 584 ettari, arrivata fino al Commissario per gli Usi Civici di Napoli, il quale, con una sentenza del 2025, ha deciso che il demanio civico di Rocca d’Evandro dev’essere reintegrato in favore della collettività locale”. Rispetto alla speculazione, c’è il clamoroso caso di Cala Finanza, nel Comune di Loiri Porto San Paolo. “Il GrIG fin da subito ha denunciato l’operazione speculativa in corso, in una cala che costituisce un vero e proprio gioiello naturalistico”, afferma l’avvocata.

Una delle battaglie più importanti è sicuramente quella condotta a favore della tutela delle parti più pregiate del territorio sardo, “che ha portato all’annullamento, da parte del Consiglio di Stato, dei piani territoriali paesistici adottati dalla Regione autonoma della Sardegna negli anni ’90, che prevedevano un uso del territorio in totale contrasto con le esigenze di salvaguardia paesaggistica”. Ma Claudia Basciu ricorda anche la lotta per la salvaguardia del cavallino della giara, razza equina selvatica sarda, e quella per il divieto di accesso alle bici, poi ottenuto, sulla Sella del Diavolo (“Si tratta di una piccola nicchia naturalistica che va assolutamente preservata”). In materia di inquinamento, infine, l’associazione è costituita come parte civile all’udienza preliminare presso il Tribunale penale di Cagliari, per le contestazioni di emissioni fuori norma dagli impianti Sarlux, Gruppo Saras, la più grande raffineria del Mediterraneo.

Il Gruppo di Intervento Giuridico, un’associazione riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente come associazione di protezione ambientale, oggi non opera solo in Sardegna ma un po’ in tutta Italia. “Questo ci ha permesso di costituirci parte civile nei processi penali relativi a casi di violazione della normativa ambientale”. Chi vuole segnalare un illecito può contattare il referente locale, che poi si rivolge alla sede nazionale, la quale inizia a studiare il caso, valutando appunto se e come procedere.

Ma come sono cambiati i reati ambientali? Sono aumentati? “Devo dire che, purtroppo, ho visto un peggioramento, anche se è aumentata moltissimo la sensibilità delle persone, così come le denunce. Il problema vero”, spiega Basciu, “non è la mancanza di norme, ma è sempre la scarsità di controlli da parte delle istituzioni. Molte persone che si rivolgono a noi hanno già segnalato il problema ai Vigili o al Comune senza però ricevere risposta. Se interveniamo noi e ci sono comunicati stampa, allora le istituzioni si attivano”. Cambia qualcosa in fatto di sensibilità ambientale se le istituzioni sono di destra o di sinistra? “Assolutamente no, come di fatto non è cambiato molto dall’inserimento dell’ambiente in Costituzione con l’articolo 9”, conclude l’avvocata. “E infatti noi non guardiamo in faccia a nessuno e per questo siamo amati e insieme odiati. Non ho mai ricevuto minacce, ma sicuramente molte critiche, anche da persone che incontro per strada e che mi accusano di distruggere l’economia, danneggiare gli operatori ecc.”.

Come si sostiene l’associazione? “Con il 5 per mille, le quote sociali e, anche, il risarcimento danni che talvolta arriva quando qualcuno ci diffama. Così continuiamo ad andare avanti, perché il lavoro non manca, anzi aumenta di giorno in giorno. Oggi occupa tantissimo spazio nelle mie giornate, ma non mi pesa, anche perché ho un compagno che condivide con me la passione per la giustizia ambientale”.

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