Vertice Nato, come i governanti europei hanno regalato i nostri soldi a Trump
Il vertice Nato di Ankara è stata una grande rappresentazione teatrale che – in primo luogo – è servita a produrre la narrazione con cui coprire una aggressione senza precedenti contro i popoli europei.
Il contesto del vertice è quello noto: da anni i media europei presentano la guerra in Ucraina come una aggressione russa “ingiustificata e non provocata” e descrivono la Russia come un paese barbaro che minaccia di invadere l’Europa. In particolare le classi dominanti europee portano avanti una campagna russofobica che possiamo compendiare con le parole espresse recentemente da Minniti, noto esponente del Partito Democratico: “Per Trump la Russia non è una minaccia immediata. Per noi è invece imminente.”
In questo clima isterico che va avanti da tempo, il vertice è stato poi preceduto da una forte campagna stampa che ha ricominciato a dipingere come l’Ucraina vittoriosa nel conflitto e la Russia sul punto di crollare. In particolare il cattivissimo Putin è stato presentato come sull’orlo del baratro in quanto in caduta libera nei consensi.
Con queste premesse, la logica del vertice è stata la seguente:
1) Trump si è fortemente lamentato perché gli Usa nei decenni hanno speso barche di soldi per difendere gli europei e questi, nel momento della guerra contro l’Iran, non hanno ricambiato il favore, per cui gli europei sono approfittatori e ingrati. Conseguentemente ha minacciato il ritiro delle truppe Usa dall’Europa e chiesto a gran voce di poter mettere le mani sulla Groenlandia, che non fa parte dell’Unione Europea ma è pur sempre un dominio della corona danese.
2) I paesi dell’Unione Europea, ben rappresentati dal mitico Rutte e con la lodevole eccezione della Spagna, in nome della necessità di sostenere Zelensky – che sta per vincere – e di combattere strategicamente la Russia – e quindi di trattenere per la giacchetta l’inaffidabile Trump e le sue truppe – hanno prontamente risposto con l’apertura del portafogli (il nostro). Hanno così risposto positivamente alle richieste statunitensi con un deciso aumento delle spese militari a favore dell’Ucraina e dei propri eserciti nazionali. Questi due filoni di spesa sono relativamente intercambiabili perché il punto vero è che larghissima parte di questi soldi finiscono direttamente o indirettamente negli Stati Uniti in quanto fornitori della maggior parte delle armi. In questo modo l’Unione Europea con i soldi dei cittadini rafforza l’industria e l’economia statunitense a scapito della propria.
3) Ovviamente lo smisurato aumento delle spese militari dei paesi dell’unione Europea inciderà non solo sull’impoverimento delle popolazioni ma anche sulla distruzione del welfare. E’ infatti evidente che in una situazione di sostanziale stagnazione economica ogni euro speso in armi è un euro sottratto alla sanità pubblica ed in prospettiva alle pensioni. Questo è il secondo effetto reale del vertice Nato in quanto la distruzione del welfare determina l’aumento delle spese assicurative private e contrattuali – i famosi fondi pensione e sanitari – che per far rendere i patrimoni investono larga parte degli stessi nella borsa di New York, contribuendo così a mantenere a galla la finanza statunitense.
In pratica con la scelta guerrafondaia dell’Unione Europea spostiamo denaro verso gli Usa in due modi: comprando armi – direttamente o finanziando l’Ucraina – e comprando azioni Usa attraverso i Fondi assicurativi privati o contrattuali resi necessari dalla distruzione del welfare.
A questo punto dovrebbe essere chiaro perché mentre il comandante in capo delle forze armate della Nato, il generale Grinkevich, sostiene che la Russia non è per nulla un pericolo imminente in quanto non cerca il conflitto con la Ue, le élites della Ue – di centro destra e di centro sinistra – ripetono istericamente che stiamo per essere attaccati. È questa l’unica scusa che possono accampare per cercare di giustificare l’enorme trasferimento di risorse che stanno facendo a favore delle classi dominanti statunitensi, per giustificare la distruzione del welfare, cioè di 70 anni di conquiste del movimento dei lavoratori e per attaccare le libertà democratiche a partire da quella di informazione, che in Europa è diventata merce rara. Sono dei cialtroni e sono gli unici veri nemici dei popoli europei.