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Inchiesta per incendio doloso per il rogo nel deposito di Bartolini a Milano Bovisa. Indaga la Dda

L’inchiesta sarà coordinata dal procuratore Marcello Viola e dal pm della Dda Paolo Storari. L’ipotesi di reato è stata formulata in via precauzionale proprio per accertare, ed eventualmente escludere, che si sia trattato di un attentato o di un sabotaggio
Inchiesta per incendio doloso per il rogo nel deposito di Bartolini a Milano Bovisa. Indaga la Dda
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A meno di 24 ore dal maxi incendio del deposito di Bartolini a Milano, la Procura di Milano ha aperto un fascicolo per incendio doloso a carico di ignoti. L’inchiesta sarà coordinata dal procuratore Marcello Viola e dal pm della Dda Paolo Storari.

L’ipotesi di reato è stata formulata in via precauzionale proprio per accertare, ed eventualmente escludere, che si sia trattato di un attentato o di un sabotaggio. Secondo le prime informazioni, l’incendio sarebbe partito da un pacco caricato su un camion diretto a Torino. Dal pacco, dopo essere stato caricato nel container, si è prima sprigionato del fumo e poi le fiamme. Il capo magazziniere aveva raccontato di aver visto “una vampata dopo la caduta di un pacco”.

Proprio il magazziniere ha messo in salvo gli altri addetti. Non solo due operai, nonostante le fiamme ,hanno continuato a ‘sganciare’ rimorchi dalle porte del capannone impedendo che venissero coinvolti. Decine di mezzi, un’azione non priva di rischi, come confermato dal comandante provinciale dei vigili del fuoco, Mauro Caciolai: “Devo fare un plauso a due operai che si sono prodigati per allontanare i rimorchi, impedendo danni considerevolmente più estesi”. In tutto quelli completamente bruciati sono una dozzina, quelli scampati alle fiamme oltre il doppio.

Enorme l’impegno dei pompieri. È stata “un’importante azione di contenimento” da parte dei vigili del fuoco che si sono alternati senza sosta fino a giovedì e hanno proseguito nelle operazioni di spegnimento fino a quando l’incendio non è stato dichiarato domato.

“Da subito ci siamo resi conto – spiega un caposquadra sul posto – che c’era il pericolo che le fiamme lambissero non solo una ditta e uno studentato vicini, ma anche dei depositi di carburante presenti nella grande area di movimentazione delle merci. Speriamo di finire presto con lo spegnimento – aggiunge – ma con lo smassamento è possibile che staremo qui ancora uno o due giorni”. Intorno al ‘Brt Depot’ si trovano un altro grande spedizioniere, una ditta di informatica, la ferrovia, il Campus Bovisa del Politecnico, e un’attività di ristorazione.

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