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Omicidio di Alessio Borrelli a Corsico, fermato un uomo: due giorni prima aveva minacciato Cityangels e carabinieri

Si tratta di Ahmad Abdelghani, cittadino egiziano di 39 anni, legato alla vittima. Due giorni prima dell'omicidio aveva tentando di rubare una pistola urlando 'Allah Akbar'
Omicidio di Alessio Borrelli a Corsico, fermato un uomo: due giorni prima aveva minacciato Cityangels e carabinieri
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È stato fermato a Milano, in zona Lampugnano, l’uomo accusato dell’omicidio di Alessio Borrelli, il 41enne trovato morto con diverse ferite da arma da taglio lo scorso 11 luglio nel suo appartamento a Corsico. Si tratta di Ahmad Abdelghani, lo stesso individuo che, due giorni prima, aveva minacciato con un coltello dei Cityangels e si era scagliato contro i carabinieri del nucleo mobile, tentando di rubare una pistola e urlando ‘Allah Akbar‘. Bloccato e portato in ospedale in evidente stato di agitazione, aveva dichiarato di di essere un affiliato dell’Isis e che quella sera avrebbe dovuto uccidere delle persone. Il suo arresto era stato convalidato con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni e il giorno successivo, processato con direttissima, gli era stato imposto il divieto di dimora in provincia di Milano.

L’uomo, cittadino egiziano di 39 anni, non ha però rispettato il divieto. Il giorno dopo si è infatti recato a Corsico, nell’appartamento all’ottavo piano di un condominio dove abitava Alessio Borelli, che conosceva. Nell’abitazione, secondo quanto ricostruito, Borelli “era solito ospitare persone senza fissa dimora e amici con cui condivideva l’uso di sostanze stupefacenti”. Un via vai di persone che aveva già portato, lo scorso 10 giugno, gli altri condomini a inviare una diffida tramite un legale al padrone di casa. Nell’ordinanza di fermo si legge che alcuni frequentatori, “talvolta in stato confusionale”, suonavano al citofono cercando “Alessio”, arrivando perfino a dormire sullo zerbino di casa.

L’8 luglio è stato Abdelghani a presentarsi a casa di Borelli e a ucciderlo, rompendogli l’osso del collo con una sciarpa e colpendolo con sei coltellate. Il corpo è stato ritrovato tre giorni dopo nel bilocale, completamente a soqquadro, grazie alla segnalazione dei vicini che sentivano provenire dall’interno un forte odore. Le indagini dei carabinieri di Milano, guidate dal colonnello Antonio Coppola, si sono concentrate fin da subito sulla cerchia di persone che gravitava intorno al piccolo appartamento di Corsico.

I militari hanno raccolto le testimonianze dei vicini, che mercoledì sera avevano sentito grida d’aiuto, ed esaminato le tracce ematiche su due coltelli sporchi di sangue che erano a terra. Le indagini telematiche hanno inoltre permesso di risalire a un account Telegram la cui foto profilo, insieme ad altre immagini, ha consentito di identificare Ahmad Abdelghani grazie al sistema di riconoscimento facciale Sari.

Secondo la ricostruzione, l’uomo si era recato a casa del 41enne “per prendere le sue cose” ma la situazione sarebbe degenerata in una lite, che potrebbe essere stata determinata da un video intimo, di cui lo stesso Abdelghani aveva parlato durante l’udienza, sostenendo che fosse stato girato a sua insaputa, che Borelli aveva inviato ad altre persone.

Gli accertamenti dattiloscopici hanno individuato due impronte di Abdelghani sul coltello, oltre al suo profilo genetico su numerosi altri oggetti nell’appartamento. Nei suoi confronti è scattata l’aggravante “di aver commesso il fatto con abuso di ospitalità e di aver commesso il fatto nei confronti di persona a cui era stato legato da relazione affettiva”. La pm Ilaria Prinu, oltre ai gravi indizi di colpevolezza, sottolinea come l’uomo vivesse in alloggi di fortuna o in tende all’interno di giardini pubblici, pertanto solo il carcere può scongiurare il pericolo di fuga. Il quadro probatorio a carico del fermato viene definito dai militari “solido e convergente“, costruito attraverso articolate indagini tradizionali e avvalorato dagli accertamenti tecnici e scientifici condotti dalla Sezione investigazioni scientifiche di Milano e dal Ris di Parma.

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