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Almasri, la Consulta dichiara ammissibile il ricorso per salvare Bartolozzi: nei prossimi mesi la decisione nel merito

L'ordinanza si limita a dare atto della sussistenza dei requisiti per sollevare conflitto di attribuzioni: la Camera aveva votato per estendere all'ex "zarina" lo scudo riservato ai ministri
Almasri, la Consulta dichiara ammissibile il ricorso per salvare Bartolozzi: nei prossimi mesi la decisione nel merito
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La Corte costituzionale ha dichiarato ammissibile il conflitto di attribuzioni sollevato dalla Camera in favore di Giusi Bartolozzi, l’ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio imputata per aver reso false informazioni al Tribunale dei ministri sul caso Almasri, il torturatore libico arrestato in Italia e poi lasciato libero dal governo. Lo scorso aprile l’Aula di Montecitorio ha votato per estendere all’ex “zarina” di via Arenula lo “scudoparlamentare che ha già salvato dal processo Nordio, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano: secondo i deputati, infatti, i giudici avrebbero dovuto chiedere l’autorizzazione a procedere anche nei confronti di Bartolozzi, considerandola concorrente nel favoreggiamento contestato a Nordio, o comunque responsabile di un reato “funzionalmente connesso” a quello di cui era accusato il Guardasigilli. Il Tribunale dei ministri, invece, aveva trasmesso alla Procura di Roma gli atti relativi alla testimonianza dell’ex dirigente ministeriale, definita “inattendibile e mendace: nei mesi scorsi i pm hanno emesso nei suoi confronti il decreto di citazione diretta a giudizio (con prima udienza fissata al 17 settembre) ma il procedimento resterà sospeso in attesa dello scioglimento del conflitto di attribuzioni.

La decisione odierna della Consulta, infatti, riguarda solo il rispetto dei requisiti soggettivi e oggettivi del ricorso, mentre il merito sarà deciso in una prossima udienza pubblica. L’ordinanza, depositata il 7 luglio, si limita a dare atto che la Camera “è legittimata a proporre conflitto” per difendere le proprie prerogative, mentre la Procura e il Tribunale dei ministri di Roma sono legittimati a resistere in quanto poteri dello Stato. Sul piano oggettivo, invece, “il ricorso mira a tutelare una sfera di attribuzioni costituzionali, prospettando la Camera dei deputati che dalla mancata individuazione di Giusi Bartolozzi come concorrente dei reati contestati al ministro della Giustizia e comunque dalla sua denuncia e iscrizione nel registro degli indagati (…) sia derivata alla ricorrente (cioè alla Camera stessa, ndr) la sottrazione della prerogativa di deliberare in ordine all’autorizzazione a procedere a carico della capo di gabinetto”. La Corte ha disposto la notifica dell’ordinanza anche al Senato, “stante l’identità della posizione costituzionale dei due rami del Parlamento in relazione alle questioni di principio da trattare”.

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