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Caldo estremo, moria di cozze e vongole nell’Alto Adriatico: “I cambiamenti climatici provocano alla pesca danni per 200 milioni di euro all’anno”

Gli ecosistemi lagunari erano stati già messi in ginocchio dagli effetti del granchio blu. Preoccupazione anche per l'allevamento di ostriche. L'allarme di Confcooperative Agroalimentare e Pesca
Caldo estremo, moria di cozze e vongole nell’Alto Adriatico: “I cambiamenti climatici provocano alla pesca danni per 200 milioni di euro all’anno”
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L’ondata di caldo estremo colpisce anche gli ecosistemi lagunari dell’Alto Adriatico, già messi in ginocchio dagli effetti del granchio blu: nella Sacca di Scardovari (Rovigo), il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine, sono morte mille quintali di cozze Dop, mentre a Goro, nel ferrarese, le elevate temperature e il limitato ricambio idrico hanno trasformato la laguna in una “gigantesca pentola”, facendo scomparire fino al 90% delle vongole. Sempre a Scardovari cresce la preoccupazione per le ostriche, più resistenti ma comunque esposte al rischio.

A unire i due versanti del Delta del Po sono i recinti anti granchio blu che durante le ondate di calore limitano ulteriormente il ricambio dell’acqua all’interno delle aree lagunari. Confcooperative Agroalimentare e Pesca ha spiegato che la temperatura dell’acqua ha raggiunto i 32 gradi, riducendo la concentrazione di ossigeno e favorendo una proliferazione delle alghe che non si registrava con questa intensità da 10-15 anni, con un conseguente aumento del rischio di morie nelle aree costiere e lagunari.

Secondo le stime di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, i cambiamenti climatici provocano danni diretti alla pesca professionale italiana per circa 200 milioni di euro l’anno, con rischi soprattutto per la molluschicoltura.

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