Vannacci, il triathlon futurista e la lotta ai panzoni di governo
Beppe Grillo voleva aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, Roberto Vannacci vorrebbe invece trasformarlo in una palestra salutista ché la politica deve essere di nuovo mens sana in corpore sano. Come un Sirchia qualunque, il Generale Luglio, in attesa di Agosto, vorrebbe leader scattanti e in forma in evidente contrapposizione ai ministri di panza e di governo, Antonio Tajani su tutti. Non più la Casta magnona che si abboffa: l’ultimo, abbondante buffet è stato quello alla festa americana del 2 luglio a Roma, laddove a Villa Taverna c’è stata la destra tavernicola, con Sorella Arianna al posto della premier. Ma la Casta che si mette a dieta per pesare di meno sul Servizio sanitario nazionale, compresi i leader dell’opposizione che vanno a ballare sui carri del Gay Pride, anche se nel campo largo o nel centrosinistra che sia leader obesi non se ne scorgono (finanche il guru dem Goffredo Bettini è dimagrito).
Ormai il futurista Vannacci si diverte a scimmiottare sempre di più l’estetica mussoliniana (quando la storia si ripete è sempre una farsa, non dimentichiamolo) e l’ultima vannacciata si terrà a Sanremo da venerdì 10 luglio. Tre giorni per “temprarci” (altro verbo mussoliniano) con nuoto, corsa campestre e ciclismo. Del resto la politica è sovente metafora sportiva: Berlusconi discese in campo, al contrario Monti fece la salita in campo, infine il già citato campo largo dell’opposizione. Adesso è il momento del futurismo olimpico infarcito di motti che alludono chiaramente al Ventennio o a celebri spot pubblicitari, soprattutto se si fa la corsa campestre per forgiare “la determinazione oltre l’ostacolo della distanza, come il cuore Futurista”. Oppure altre cazzate retoriche tipo “pedalare controvento” per riunire la Nazione e nuotare per dominare l’acqua con la mente. C’è da scommettere che con il Generale al potere avremo le bici blu al posto delle costose auto che non si negano neppure a un sottosegretario senza deleghe e senza scrivania.
Il populismo è questo. Berlusconi raccontava balle più impegnative: la più nota fu “Meno tasse per tutti”. Il Generale adesso completa il suo catalogo razzista e omofobo con il richiamo al fisico bestiale di Luca Carboni, dimenticando che nel testo del cantante c’era anche scritto: “O sinistra, destra, oppure dritto/ il fatto è che è sempre un rischio”. Ma le certezze di Vannacci sono granito puro, lui non indietreggia e probabilmente ad agosto penserà a cimentarsi nella trebbiatura del grano. Però potrebbe aggiornarsi: anziché dedicarsi al grano, i futuristi potrebbero andare a raccogliere pomodori al sud. In bici (non ancora blu).