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Caso Balogun, Tardelli: “Una vergogna. Questo non è più il calcio che conoscevamo, è colpa nostra che lo abbiamo permesso”

L'ex campione del mondo è stato uno dei primi a indignarsi per la sospensione della squalifica decisa dalla Fifa. La sua intervista al Fatto Quotidiano: "Qui siamo di fronte a un palese stravolgimento del regolamento"
Caso Balogun, Tardelli: “Una vergogna. Questo non è più il calcio che conoscevamo, è colpa nostra che lo abbiamo permesso”
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Marco Tardelli è uno dei primi, nel corso della trasmissione “Notti mondiali” su Rai 1, ad aver preso posizione contro la sospensione della squalifica del centravanti statunitense Folarin Balogun, reintegrato per la gara degli ottavi di finale contro il Belgio. Le sue parole: “In questo torneo si può fare di tutto perché basta ricevere degli ordini“. Immediata la replica della conduttrice Paola Ferrari: “Quello che dici è una cosa importante e te ne prendi la responsabilità. Non so chi possa dare ordini a Infantino”. Controreplica dell’ex giocatore di Juventus, Inter, Como e Nazionale, copyright dell’urlo più bello della storia del calcio: “Non ho fatto nomi”. Il giorno dopo, intercettato a colazione, tiene il punto.

Tardelli, è stato stato uno dei primissimi, almeno in Italia, a indignarsi.
Beh, vedo che altre persone si sono espresse sulla questione, nel nostro paese e all’estero. Questo non è più il calcio che conoscevamo. Lo stanno stravolgendo sotto gli occhi di tutti.

La Fifa ha impugnato l’articolo 27 e viene citato il precedente legato all’espulsione di Cristiano Ronaldo contro l’Irlanda del Nord, con la sospensione di due turni di squalifica che ha garantito la disponibilità del giocatore nella fase eliminatoria del mondiale dopo che il portoghese aveva saltato la partita di qualificazione contro l’Armenia.
Non sono d’accordo. Si tratta di due casi diversi. Non è la prima volta che una squalifica viene ridotta. Qui siamo di fronte a un palese stravolgimento del regolamento. Per essere chiari, se l’episodio che ha coinvolto Balogun fosse avvenuto in area, sarebbe stato assegnato il rigore alla Bosnia. Poi, se vogliamo, parliamo anche di Var e degli arbitraggi.

Parliamone.
Con il Var non dovrebbe esserci più margine per gli errori e invece si continua a sbagliare. Il gioco dovrebbe essere tutelato, ma poi assistiamo a partite come Francia-Paraguay, in cui sulle ripetute provocazioni dei sudamericani l’arbitro non è mai intervenuto. La tecnologia ci sta mettendo a nudo.

Torniamo a Balogun: che cosa si può fare oltre a essere indignati?
Già indignarsi e prendere posizione mi pare una buona cosa. Il problema è che questo stravolgimento in atto del calcio viene in generale vissuto con rassegnazione dalle nuove generazioni. Ma non è colpa loro: è colpa nostra che abbiamo permesso che andasse a finire così.

Uno stravolgimento che sta minando in profondità i valori dello sport.
Esatto. Non siamo ingenui e sappiamo che ci sono sempre state zone d’ombra, ma ora abbiamo superato davvero ogni limite.

Scandalo o vergogna per definire questa vicenda?
Vergogna.

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