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“Ho visto persone trans morire di solitudine prima ancora che di qualunque altra cosa. C’erano le dipendenze, c’era la depressione, c’era chi non riusciva nemmeno a immaginarsi un futuro”: così Vladimir Luxuria

Da sempre in prima fila per i diritti della comunità LGBTQI+, l'attivista ed ex politica ha affermato che la strada da fare è lunga

di Redazione FqMagazine
“Ho visto persone trans morire di solitudine prima ancora che di qualunque altra cosa. C’erano le dipendenze, c’era la depressione, c’era chi non riusciva nemmeno a immaginarsi un futuro”: così Vladimir Luxuria

Vladimir Luxuria è da sempre in prima fila per i diritti della comunità LGBTQI+. L’attivista ed ex politica ha affermato a Vanity Fair che la strada da fare è lunga e che è sempre importante manifestare per i propri diritti al Pride: “L’omofobia e la transfobia sono ancora più crudeli quando nascono dentro la famiglia, che dovrebbe essere il luogo in cui ci si sente protetti dall’odio, che esiste nella società e che oggi passa anche attraverso i social. Si nega la matrice dell’odio così poi non si investe un euro in campagne di sensibilizzazione, in educazione, in prevenzione”.

E ancora: “Io sono una sopravvissuta, e non perché ho fatto L’Isola dei Famosi, sono sopravvissuta perché ho resistito. Ho perso tante amiche lungo la strada, ho visto persone trans morire di solitudine prima ancora che di qualunque altra cosa. C’erano le dipendenze, c’era la depressione, c’era chi non riusciva nemmeno a immaginarsi un futuro. È anche per loro che continuo a lottare. Per fare in modo che nessuno debba più attraversare quelle forche caudine solo per poter essere sé stesso”.

Il pensiero corre al futuro: “Mi immagino una vecchietta con le scarpe da ginnastica. Una donna che continua a camminare anche quando la strada è in salita, anche quando è piena di curve o di lavori in corso. Continuerò ad andare avanti e magari sarò anche una bella signora di una certa età, ben truccata, ben pettinata, una romagnola che nel fine settimana esce ancora a ballare perché le battaglie si possono fare anche senza perdere la leggerezza. Anzi, a volte è proprio quella a salvarti”.

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