La difesa della produzione e le reazioni istituzionali - 4/4
I legali di CPL hanno respinto le critiche sulla gestione della sicurezza dei partecipanti, definendo il proprio sistema di tutela del benessere dei concorrenti come uno “standard d’oro” e un punto di riferimento per l’intero settore televisivo. La società ha inoltre precisato che le accuse sollevate da alcuni ex membri dello staff “non riflettono la stragrande maggioranza delle esperienze positive degli oltre 1.200 membri del team di produzione che hanno lavorato a tutte le edizioni”, aggiungendo che “i partecipanti non subiscono alcuna pressione né ci si aspetta che siano intimi”. Il caso ha tuttavia sollevato una dura reazione da parte degli organismi di controllo. Helena Kennedy, giurista e responsabile della CIISA (Creative Industries Independent Standards Authority) — l’autorità indipendente istituita per vigilare sugli standard dell’industria creativa — è intervenuta duramente sulla vicenda, definendo la trasmissione un “pericoloso programma di abusi televisivi” sdoganati al solo scopo di incrementare l’audience, e chiedendone l’immediata e definitiva cancellazione dai palinsesti televisivi.