Unire le isole Shetland attraverso una rete di tunnel sottomarini scavati nelle profondità dell’Oceano Atlantico, permettendo ad automobilisti e autotrasportatori di spostarsi da un punto all’altro dell’arcipelago scozzese senza dover più dipendere dalle coincidenze dei traghetti. Quello che a prima vista potrebbe apparire come un azzardo ingegneristico ha appena ricevuto l’approvazione ufficiale da parte delle autorità locali. Il piano strategico prevede un investimento complessivo stimato in 1,5 miliardi di sterline (circa 1,7 miliardi di euro) e una tabella di marcia di otto anni per il completamento dei lavori. “È l’iniziativa che potrebbe completamente trasformare l’economia delle Shetland“, ha dichiarato Maggie Sandison, sindaca del più settentrionale territorio della Scozia, in un’intervista rilasciata alla Bbc.
Il modello virtuoso delle Isole Faroe
La fattibilità tecnica ed economica dell’opera poggia su un precedente concreto situato poco più a nord: l’arcipelago delle isole Faroe. Questo territorio autonomo della Danimarca, che conta 54 mila abitanti a fronte dei 23 mila residenti delle Shetland, ha avviato la costruzione della propria rete infrastrutturale già negli anni Sessanta. Oggi le Faroe dispongono di circa venti gallerie, quattro delle quali sottomarine, che connettono stabilmente l’isola di Streymoy a quella di Eysturoy. Il tunnel più lungo si estende per 11 chilometri e mezzo, raggiungendo una profondità massima di 187 metri sotto il livello del mare, e ha permesso di dimezzare i tempi di percorrenza tra le località. “Alle Faroe abbiamo imparato che investire nelle infrastrutture è un buon investimento”, ha confermato il premier del governo autonomo faroese, Aksel Johanessen, aggiungendo che “i tunnel sarebbero un investimento altrettanto buono per le Shetland, facendo crescere il business, il turismo e la popolazione”.
I costi della flotta navale contro la sfida dei tunnel
L’analisi costi-benefici elaborata dagli uffici tecnici delle Shetland evidenzia come, nel lungo periodo, l’opzione sotterranea risulti economicamente più vantaggiosa rispetto al mantenimento dell’attuale sistema di trasporto marittimo. La flotta di traghetti locale genera oggi una spesa corrente di 23 milioni di sterline all’anno per trasportare circa 750 mila passeggeri, una capacità strutturale che tuttavia non è più in grado di soddisfare la domanda crescente. Messi di fronte alla scelta tra il rinnovo dei porti e l’acquisto di nuove navi (con i relativi costi di carburante e personale) o lo stanziamento di fondi per le gallerie, gli amministratori hanno preferito la seconda via. Il finanziamento dell’opera avverrà attraverso un modello misto che integrerà investimenti pubblici del governo di Edimburgo, capitali privati e i proventi derivanti dai futuri pedaggi che i residenti pagheranno per l’utilizzo delle tratte.
Dalla pesca allo spazio: il potenziale geopolitico dell’arcipelago
Situate a 187 chilometri a nord della terraferma scozzese e a pari distanza dalle coste della Norvegia, nel punto di convergenza tra l’Atlantico settentrionale e il Mar del Nord, le Shetland stanno vivendo una fase di profonda transizione. Accanto alle economie tradizionali basate sulla pesca e sul turismo, l’area trae la propria forza dai giacimenti petroliferi offshore e, recentemente, dall’apertura di un porto spaziale dedicato al lancio di razzi e satelliti in orbita terrestre. Questa solida indipendenza economica ha spinto nel recente passato diversi esponenti politici locali a ipotizzare una secessione dalla Scozia e dal Regno Unito per costituire una micro-nazione autonoma.
La svolta infrastrutturale delle Shetland potrebbe fare da apripista per altri territori insulari britannici: una proposta analoga per un sistema di tunnel interni è già stata avanzata dalle isole Ebridi Esterne, posizionate al largo della costa occidentale scozzese. Del resto, la stessa Gran Bretagna è unita all’Europa continentale dal tunnel sotto la Manica, lungo 31 chilometri e profondo 75 metri. Un tempo celebrate nel mondo principalmente per la resistenza dei loro pony, le Shetland si candidano ora a guidare una rivoluzione nei collegamenti marittimi, trasformando in realtà concreta l’immaginario letterario di un asse sociale sviluppato interamente sotto il livello del mare.