Il mondo FQ

Vertice di Meloni con Tajani, Crosetto e Giorgetti in vista del summit Nato. Gli Usa: “Alcuni in ritardo sul 5% per la difesa”

Riunione a Palazzo Chigi con tutti i ministri coinvolti sul dossier difesa e sicurezza nel giorno in cui l'ambasciatore statunitense ha sferzato gli alleati: "Trump si aspetta che tutti si attivino subito"
Vertice di Meloni con Tajani, Crosetto e Giorgetti in vista del summit Nato. Gli Usa: “Alcuni in ritardo sul 5% per la difesa”
Icona dei commenti Commenti

Una riunione a Palazzo Chigi alla vigilia del vertice Nato in programma ad Ankara, in Turchia, il 7 e 8 luglio. Una riunione che arriva a poche ore dalle dichiarazioni dell’ambasciatore americano presso l’Alleanza Atlantica con le quali ha esortato tutti i Paesi ad accelerare sulla spesa del 5% del Pil in difesa e sicurezza visto che alcuni sono “in ritardo”. Una coincidenza, certo, ma è difficile non immaginare che proprio il budget italiano per rispettare gli impegni sia stato tra gli argomenti toccati nel faccia a faccia tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto e quello dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Matthew Whitaker, durante un briefing on line a pochi giorni dal summit, ha sottolineato che il presidente degli Usa Donald Trump si attende che “tutti gli alleati” della Nato si mettano “sulla via” di spendere il 5%, come concordato all’Aja l’anno scorso, ma “alcuni” alleati sono “in ritardo”. Quindi ha citato Polonia, Paesi nordici, Paesi baltici, Germania come “all’avanguardia”. E ha rimarcato come il vertice in Turchia “sarà un metro di misura dei progressi rispetto agli impegni”.

In definitiva, aggiunge, “si tratta delle capacità che vengono acquisite con quella spesa: il trasferimento di oneri che sta avvenendo qui in Europa”. All’Aja, gli alleati” si sono impegnati a spendere quasi 120 miliardi di dollari in spese per la difesa, metà dei quali destinati ad attrezzature e armamenti di fabbricazione americana: solo gli Stati Uniti possono produrre su quella scala. Ed è un buon inizio”.

Ma se “alcuni sono già al cinque percento” e “altri hanno percorsi molto credibili per raggiungerlo a breve termine”, l’ambasciatore Usa ha voluto anche mettere in chiaro che altri sono in tardo “perché o non spendono abbastanza in questo momento, o non hanno un percorso credibile per raggiungere l’impegno”. Ma Trump – ha insistito – “si aspetta pienamente che tutti gli alleati si attivino immediatamente e si mettano sulla strada del 5 percento, e che lo facciano con urgenza”.

Per gli Usa, “potenziare l’industria della difesa e l’innovazione su entrambe le sponde dell’Atlantico è fondamentale”. Nelle spese, ha ricordato, c’è “l’ampliamento rapido sia dei sistemi di difesa tradizionali che dei sistemi innovativi non convenzionali, quindi mi aspetto pienamente che tutti gli alleati dimostrino traiettorie di crescita significative, quantitativamente e qualitativamente, nella spesa per la difesa, che si tradurranno in una più equa ripartizione degli oneri”. L’obiettivo è chiaro – ha concluso – “continuare a trasferire l’onere della difesa convenzionale dell’Europa ai nostri alleati della Nato”.

Poche ore prima, intervenendo al question time alla Camera, Tajani aveva ribadito la linea del governo sul rafforzamento della difesa Ue: “L’Italia vuole essere protagonista del percorso di rafforzamento del pilastro europeo della Difesa. Per questo, confermeremo il nostro impegno sulla spesa militare: un passo coraggioso e necessario per proteggere la nostra libertà e la sicurezza dei cittadini”, ha dichiarato il ministro degli Esteri, sottolineando il ruolo che Roma intende giocare nelle principali aree strategiche, dall’Africa ai Balcani, dal Libano al Mar Rosso. Nel frattempo, fonti vicine al dossier smentiscono le ricostruzioni circolate nelle ultime ore secondo cui l’Italia sarebbe intenzionata a opporsi all’inserimento, nella dichiarazione finale del vertice, di un riferimento al proseguimento del sostegno militare all’Ucraina oltre il 2027.

Le stesse fonti assicurano che Roma approverà il testo finale e precisano che le valutazioni espresse dall’Italia nel corso del confronto preparatorio non riguardavano un’eventuale contrarietà agli aiuti militari né erano dettate da posizioni filorusse. Al contrario, spiegano, l’obiettivo era mantenere una formulazione che non compromettesse le prospettive di un negoziato e che non rendesse più difficile il coinvolgimento della Russia in un percorso diplomatico volto alla conclusione del conflitto. La precisazione arriva dopo indiscrezioni rilanciate dalla tedesca Faz che attribuivano a Roma l’intenzione di chiedere modifiche al testo conclusivo del summit. Una ricostruzione che, secondo le fonti vicine al dossier, “non corrisponde al vero”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione