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Ultimo aggiornamento: 12:11

‘La Repubblica delle mazzette’, Bisbiglia e Grasso presentano il libro sulla nuova Tangentopoli italiana: “Magistratura ha sempre meno strumenti”

I giornalisti del Fatto Quotidiano hanno presentato il volume edito da Paper First al Parco Nemorense di Roma insieme alla ex sindaca Virginia Raggi
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“Con l’abrogazione dell’abuso d’ufficio e con lo svuotamento del traffico d’influenze la magistratura ha sempre meno strumenti per combattere la corruzione. Così si rischia di legalizzare un determinato tipo di sistema e una serie di fenomeni che sono attorno alla corruzione stessa o lo sono già, ma che per essere scoperti hanno bisogno della presenza dei reati spia”. A sottolinearlo Marco Grasso e Vincenzo Bisbiglia, giornalisti del Fatto Quotidiano e autori de “La Repubblica delle mazzette”, edito da PaperFirst, nel corso della presentazione del libro sulla nuova Tangentopoli italiana al Parco Nemorense di Roma. Nel corso dell’iniziativa, moderata dall’inviata di Piazzapulita – La7 Roberta Benvenuto e alla quale hanno partecipato anche l’ex sindaca di Roma e consigliera capitolina M5s, Virginia Raggi e il penalista Roberto De Vita, Bisbiglia e Grasso hanno raccontato come sono cambiati negli anni i fenomeni corruttivi, partendo dal caso Toti in Liguria e trovando un filo rosso che lega tutta la penisola, da Venezia a Bari, da Roma a Milano.
Spesso, è stato ricordato, la corruzione contemporanea cambia pelle, passa da forme meno visibili: consulenze, finanziamenti privati, incarichi, favori, accessi privilegiati. “È una corruzione senza più le mazzette, senza più partiti, ma sempre più difficile da contrastare”. Anche perché è una corruzione “mimetizzata, immateriale” – sottolinea Bisbiglia – “fondamentalmente uno scambio di favori, di interessi”. E ancora: “C’è questa nuova categoria, di broker, facilitatori, di comitati di affari, che si inserisce tra la politica e il mondo dell’imprenditoria, che fa da collegamento tra questi mondi, coniugando interessi. Poi si crea quel patto corruttivo che non sempre i magistrati riescono a intercettare. O se anche lo intercettano, poi fanno fatica a dimostrarlo, perché spesso a livello processuale rischia di non reggere”.
“Se è vero che può esistere corruzione senza mafia, non è mai vero il contrario. Dove esiste mafia o criminalità organizzata, anzitutto c’è corruzione, perché prima di arrivare agli attentati, alle minacce, si comprano gli attori pubblici, si comprano i controllori. Toccare e smontare quelli che sono i presidi che a fatica si sono costruiti sulla spinta dell’Unione Europea, sulla spinta delle convenzioni internazionali, sulla determinazione di molti partiti, significa andare a minare la qualità della nostra democrazia”, ha rivendicato il penalista De Vita. E ancora: “L’Italia sta rischiando dei passi indietro perché la corruzione sta diventando come l’evasione, la si sta normalizzando“.
L’ex sindaca Raggi ha invece ricordato, oltre all’abuso d’ufficio eliminato e al traffico di influenze svuotato, “l’altra riforma drammatica, quella della Corte dei Conti, che ha depotenziato sostanzialmente questo organo riducendo i casi in cui i responsabili sono tenuti a pagare, riducendo addirittura l’ammontare della loro responsabilità al 30% del danno erariale, oppure al massimo del doppio del loro stipendio”. Ma non solo. Perché, ha aggiunto, rischi e pericoli derivano anche dal continuo ricorso alle procedure d’urgenza, ai commissari straordinari per le ‘grandi opere’: “Tutto perfettamente legale, ma è un modo per ‘surfare su procedure di legge che sono farraginose, scritte male, per cui per realizzare qualcosa il legislatore o il governo decidono che bisogna nominare un commissario straordinario che ignora sostanzialmente le procedure di legge. Ma soprattutto viene blindato con uno scudo penale ed erariale il commissario”.
Per questo, “serve tenere l’attenzione alta e soprattutto ricordare alle persone che accanto alla politica malata esiste una buona politica”, ha concluso la consigliera comunale M5s di Roma. La stessa che nel corso dell’iniziativa ha anche ironizzato e smentito i retroscena giornalistici che la indicavano “tra le organizzatrici di una reunion di ex parlamentari M5s per rovesciare Giuseppe Conte”: “Come vedete invece sono qui, non so se sia tenuto questo incontro. Se sono in contatto con Beppe Grillo o se ho chiesto a lui? No”, ha tagliato corto l’ex sindaca della Capitale.

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