Nonno contro nipote. Al centro della disputa una villa da un milione di sterline, un matrimonio di lusso e 850mila sterline. È la vicenda che arriva dal Regno Unito e che ha protagonisti Robert Stokes, imprenditore novantenne alla guida della storica azienda di piastrelle Stokes Tiles, e il nipote Sebastian, 31 anni. Come racconta il Daily Mail, citando gli atti del procedimento giudiziario in cui sono coinvolti i due, il nonno ha chiesto all’Alta Corte di ordinare al giovane di restituirgli il denaro che negli anni gli aveva versato per acquistare casa e organizzare le nozze. Il giudice, però, ha respinto la richiesta, stabilendo che si trattava di donazioni e non di prestiti.
Secondo la ricostruzione, tra il 2020 e il 2022 Robert Stokes ha versato oltre 720mila sterline per consentire al nipote di acquistare una villa da circa un milione di sterline a Sheffield. Ha inoltre finanziato gran parte del matrimonio con Olivia, celebrato in albergo lussuoso, il Grantley Hall nel North Yorkshire: per dare un’idea dello sfarzo, solo gli addobbi floerali sono costati oltre 10mila sterline. All’epoca Sebastian era considerato il “nipote preferito” e il possibile erede dell’azienda di famiglia, fondata nel 1895.
Con il deteriorarsi dei rapporti, però, l’imprenditore ha cambiato versione, sostenendo che quelle somme fossero in realtà prestiti destinati a un investimento immobiliare: secondo la sua tesi, il nipote avrebbe dovuto acquistare la casa, ristrutturarla, rivenderla e restituirgli il denaro. “Non capivo perché si stessero spendendo così tanti soldi per la proprietà, se il piano era quello di ristrutturarla e rivenderla”, ha dichiarato nella testimonianza depositata in tribunale. “Ero estremamente addolorato e sconvolto. Ho avuto la sensazione di essere stato sfruttato e ingannato. Soprattutto mi sono sentito uno sciocco per essermi lasciato coinvolgere nei suoi progetti”.
Sebastian Stokes ha sempre respinto questa ricostruzione, sostenendo che il nonno avesse deciso spontaneamente di aiutarlo ad acquistare la casa di famiglia e a pagare il matrimonio. I suoi legali hanno inoltre attribuito la disputa alla gelosia di altri parenti nei confronti del rapporto privilegiato tra nonno e nipote.
L’Alta Corte ha infine dato ragione al 31enne: “In assenza di qualsiasi prova che dimostri che il denaro versato da Robert per il matrimonio fosse un prestito e che si aspettasse di essere rimborsato, respingo la richiesta di restituzione”, ha scritto il giudice Richard Carter. Nella sentenza il magistrato osserva anche che è “del tutto possibile” che Robert abbia successivamente “riconsiderato la propria precedente generosità” nei confronti del nipote, decidendo solo in un secondo momento di chiedere indietro il denaro. La causa è stata quindi respinta integralmente: per il tribunale, sia i soldi destinati all’acquisto della casa sia quelli utilizzati per finanziare il matrimonio erano regali e non dovranno essere restituiti.