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La destra resuscita le province in Friuli Venezia Giulia: dal 2027 tornano Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine

Il voto finale è arrivato nella notte al termine di due giorni di dibattito nel Consiglio regionale. Gli enti erano stati aboliti nel 2016. Tuteleranno i dialetti e la parità di genere
La destra resuscita le province in Friuli Venezia Giulia: dal 2027 tornano Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine
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Tornano le province in Friuli Venezia Giulia: quelle di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine, con le stesse circoscrizioni territoriali del passato e con organi a elezione diretta. Lo ha stabilito il Consiglio regionale approvando nella notte il ddl 86. Il voto finale è arrivato al termine di due giorni di dibattito in Aula sul testo composto da 76 articoli, a cui sono stati presentati numerosi emendamenti: 26 i voti favorevoli, 16 i contrari. Le Province erano state soppresse nel 2016. Al voto favorevole del centrodestra, si sono aggiunti i consensi di Serena Pellegrino (Avs), Marko Pisani (Ssk) ed Enrico Bullian (esponente indipendente di Patto per l’Autonomia-Civica Fvg). Contrari invece Pd, gli altri 4 componenti del Patto-Civica, Rosaria Capozzi (M5S) e Furio Honsell (Open Sinistra Fvg).

La nuova legge arrivata in Aula dopo la modifica dello Statuto regionale con la legge costituzionale 1/2026. Il provvedimento ridisegna l’assetto delle autonomie locali cancellando gli Enti di decentramento regionale (Edr) e introducendo un sistema di governo su tre livelli: Comuni, Province e Regione. La misura promuove le pari opportunità con una clausola di genere: la rappresentanza di entrambi i sessi non può essere inferiore al 40%. Prevista la tutela delle minoranze linguistiche, compresa la valorizzazione dei dialetti veneti.

Il governo delle Province viene affidato a tre organi, ovvero Consiglio, giunta e presidente. Quest’ultimo è eletto direttamente dai cittadini, resta in carica 5 anni con un limite di due mandati consecutivi. Anche il Consiglio provinciale ha durata quinquennale e il numero dei consiglieri sarà stabilito da una successiva legge elettorale regionale, mentre lo Statuto di ciascuna Provincia definirà la composizione della giunta. Fino al 31 dicembre 2028, le giunte saranno ridotte e formate da presidente e tre assessori.

In una prima fase, dal 1 gennaio 2027, le Province erediteranno le funzioni degli Edr, ovvero edilizia scolastica e viabilità stradale, a cui si aggiungono funzioni di carattere autorizzatorio. Successive leggi regionali di settore disciplineranno il trasferimento alla Province di ulteriori funzioni di area vasta. Una Cabina di regia coordinerà l’attività di ricognizione delle funzioni da trasferire. Dal 1 gennaio 2027 il personale regionale in servizio negli Edr viene trasferito alle Province. Dalla stessa data e fino all’entrata in carica degli organi elettivi, l’amministrazione sarà affidata a commissari straordinari nominati dalla giunta regionale.

Le elezioni per i nuovi organi provinciali – è stato stabilito – saranno indette dopo il completamento del processo di costituzione delle Province, ovvero dopo l’adozione di almeno sei leggi regionali di settore che individuino le funzioni fondamentali e quelle conferibili, con la relativa disciplina e le risorse necessarie. L’indennità degli amministratori sarà pari a quella del Comune di maggiore dimensione demografica della Provincia.

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