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“È entrato esclusivamente per uccidere la vittima”, contestata la premeditazione al 40enne arrestato per l’omicidio del pizzaiolo

Reggio Emilia - Nella richiesta di convalida dell'arresto per il 42enne Andrea Pellati i pm ipotizzano che l'uomo abbia pianificato l'aggressione maturata dopo il rifiuto dell'ennesima pizza gratis.
“È entrato esclusivamente per uccidere la vittima”, contestata la premeditazione al 40enne arrestato per l’omicidio del pizzaiolo
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La Procura di Reggio Emilia contesta le aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti o futili nell’omicidio di Raffaele Stipa (nella foto), il pizzaiolo di 67 anni ucciso a coltellate la sera del 29 giugno nella sua pizzeria. La richiesta di convalida dell’arresto riguarda Andrea Pellati, 42 anni, fermato dalla polizia poche ore dopo il delitto al termine della fuga. Il fascicolo è affidato alla pm Maria Rita Pantani, mentre l’udienza di convalida dovrebbe essere fissata nelle prossime ore, probabilmente nella giornata di giovedì.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il delitto sarebbe maturato dopo l’ennesima richiesta di pizze gratuite, respinta dai gestori del locale. Un diverbio iniziato già nelle ore precedenti avrebbe preceduto l’aggressione. “Il presunto movente è partito in realtà da mezzogiorno”, ha spiegato il procuratore capo Gaetano Calogero Paci, ricordando che un conoscente dell’indagato si era presentato in pizzeria chiedendo tre pizze senza pagarle. La richiesta era stata respinta dalla sorella della vittima perché i due avevano già accumulato piccoli debiti per precedenti consumazioni non saldate.

Per gli inquirenti, tuttavia, il movente economico rappresenta solo l’origine della lite. Decisive sarebbero le immagini delle telecamere interne del locale, dalle quali emergerebbe che Pellati, tornato in serata nella pizzeria, avrebbe fatto irruzione dietro il bancone armato di coltello con l’unico obiettivo di colpire Stipa. “È entrato unicamente ed esclusivamente per uccidere la vittima”, ha affermato il procuratore Paci, elemento che ha portato la Procura a contestare anche la premeditazione.

Nell’aggressione è rimasta ferita anche la sorella del pizzaiolo, Antonella Stipa, intervenuta per difendere il fratello impugnando un bastone. La donna è stata colpita con diverse coltellate al fianco e alle braccia. Ricoverata in ospedale, non è in pericolo di vita ma è sotto shock dopo aver assistito all’omicidio. Pellati, reggiano di 42 anni, dovrà rispondere di omicidio aggravato e di lesioni personali aggravate. L’uomo, con precedenti per droga, soffre di problemi di tossicodipendenza ed era seguito dai servizi psichiatrici. Dopo il delitto era fuggito, ma è stato rintracciato e arrestato dalla polizia nel corso della notte.

Raffaele Stipa, originario di Capo d’Orlando, nel Messinese, viveva da circa trent’anni a Reggio Emilia e gestiva da oltre vent’anni la pizzeria Yoghi insieme alla sorella. La sua morte ha suscitato profondo cordoglio in città. La sua uccisione ha profondamente colpito la città e, nelle ore successive al delitto, ha innescato anche una polemica politica dopo che alcuni esponenti della Lega avevano commentato l’accaduto – richiamando la remigrazione – perché inizialmente il delitto era stato attributo a uno straniero, salvo rettificare dopo la diffusione dell’identità dell’arrestato, cittadino italiano.

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