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Il caos treni colpisce ancora: rischia pure la legge elettorale

I parlamentari chiedono il rinvio delle sedute del 7 e 8 luglio: la sostituzione di un cavalcavia nei pressi di Firenze rende l'arrivo a Roma un'odissea. E c'è anche la convention dell'opposizione a Napoli
Il caos treni colpisce ancora: rischia pure la legge elettorale
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Non dovrebbe essere nemmeno la prossima la settimana giusta per approvare la legge elettorale voluta da Giorgia Meloni: il voto era previsto martedì 7 e mercoledì 8 ma tutto dovrebbe slittare alla settimana ancora successiva. Nelle ultime ore, infatti, secondo fonti di maggioranza sarebbero emersi due problemi che farebbero rinviare l’iter della legge Stabilicum: l’evento delle opposizioni a Napoli dell’8 luglio per iniziare a scrivere il programma elettorale ma soprattutto un blocco sulla linea ferroviaria che impedirà ai parlamentari di poter arrivare a Roma dal Nord Italia.

In particolare, oltre allo sciopero del 7 luglio, in quei giorni i lavori sulla linea ferroviaria verso il Sud Italia saranno fortemente rallentati per la sostituzione di un cavalcavia nei pressi di Firenze. Questo comporterà un rallentamento per raggiungere Roma fino a 6 ore da Milano e in alcuni casi anche degli autobus sostitutivi dalla stazione Santa Maria Novella. Disagi che hanno portato i parlamentari a chiedere di rinviare la discussione e il voto sulla legge elettorale.

La decisione non è ancora ufficiale ma potrebbe essere presa domani durante l’ufficio di presidenza della Camera.

Un paradosso anche politico considerando che a volere fortemente la legge elettorale e ad accelerare l’iter è stata proprio la maggioranza di governo. Che però dovrà subire i disagi della rete ferroviaria di cui è responsabile politicamente il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega.

D’altronde, secondo quanto ha raccontato Il Messaggero oggi riportando i dati del sito treniamo.it, nel 2025 solo il 20% dei convogli è arrivato in orario mentre per gli altri il ritardo medio è di 12,3 minuti e un massimo di 103. Nelle ultime ore anche il senatore Pier Ferdinando Casino ha denunciato il ritardo dei treni alla stazione Termini di Roma.

Diverso il discorso per la manifestazione delle opposizioni prevista per l’8 luglio: in Parlamento esiste una sorta di gentleman agreement secondo cui in caso di manifestazioni politiche o partitiche non vengono calenderizzati voti, tanto più se così importanti.

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