Il regista americano Carl Rinsch è stato condannato a 30 mesi di carcere dal Tribunale federale di New York per aver truffato Netflix. La piattaforma di streaming lo aveva ingaggiato per la realizzazione di una serie di film di fantascienza, ma il regista avrebbe sottratto i fondi destinati alla produzione. Rinsch, noto al grande pubblico per aver diretto “47 Ronin” (2013), il film di samurai con protagonista Keanu Reeves, aveva siglato nel 2018 un accordo con Netflix per un ambizioso progetto intitolato “White Horse”, che non ha mai visto la luce.
Netflix gli aveva versato 44 milioni di dollari tra il 2018 e il 2019, a cui si erano aggiunti altri 11 milioni nel marzo 2020. Con questi ultimi fondi, Rinsch avrebbe “effettuato scommesse rischiose su opzioni finanziarie altamente speculative e criptovalute” e si sarebbe anche concesso ”beni di lusso”, tra cui cinque Rolls-Royce e una Ferrari, secondo quanto precisato dal procuratore Jay Clayton.
La pena comprende inoltre tre anni di libertà vigilata, la confisca di 11 milioni di dollari e il pagamento di una multa di 700 dollari. Il regista, 48 anni, era stato riconosciuto colpevole di frode e riciclaggio di denaro al termine del processo nel dicembre 2025.
Secondo quanto riportato nei documenti giudiziari presentati in fase di determinazione della pena, la difesa ha sostenuto che i fatti contestati si sarebbero verificati in un clima di “enorme pressione” professionale, aggravato da un divorzio descritto come “estremamente conflittuale”.
A sostegno dell’imputato, anche la star di Hollywood Keanu Reeves ha inviato una lettera al giudice, nella quale ha chiesto “indulgenza” e “clemenza” per il suo “amico” Carl Rinsch. Nel testo, l’attore ha definito Rinsch un “artista eccezionale”, pur riconoscendo la sua tendenza ad “autosabotarsi” nel tentativo di portare avanti troppi progetti simultaneamente.