È morta Palla, la cagnolina diventata nel tempo il simbolo dei cosiddetti “rottamini”: cani maltrattati, abbandonati, spesso ridotti in condizioni estreme dalla crudeltà umana. La sua storia, nata tra le campagne dell’oristanese, aveva attraversato il web trasformandosi in un caso virale e in un simbolo di rinascita. Oggi quella storia si è fermata. E lascia dietro di sé un vuoto che va oltre il dolore per la perdita di un animale: è la fine di un racconto che per anni ha tenuto insieme una comunità di persone, affezionate a quella piccola vita fragile diventata resistenza.
Quando venne trovata, Palla era in condizioni disperate. Vagava nelle campagne intorno a Oristano, sfinita, con un laccio di nylon conficcato nel collo che le aveva provocato lesioni gravissime. Non poteva mangiare né bere. Era, di fatto, un animale condannato a morte nell’indifferenza generale. A salvarla fu l’intervento di Nicola, addetto alla cattura del servizio veterinario della provincia di Oristano, che la portò alla Clinica Duemari, dove iniziarono le cure. E dove iniziò anche una bellissima storia d’amore e di legame profondo con la veterinaria Monica Pais, che l’ha seguita passo dopo passo fino a prendersene cura anche nella sua vita.
L’operazione e il nome: la nascita di Palla
Dopo l’intervento per rimuovere il laccio che la stava strangolando, la veterinaria Monica Pais decise di raccontare la sua storia sui social della clinica. Il primo post, diventato poi virale, descriveva senza filtri le condizioni della cagnolina: “Ultimo ricovero dal comune di Terralba Povera cagnetta forse tipo pitbull, ora non si capisce a chi assomigli, sembra un maialino. Aveva un laccio di nylon stretto al collo, che le aveva segato quasi la testa che si è enormemente gonfiata. Recuperata perché rubava il mangime alle galline. Abbiamo levato il laccio, praticamente decapitata. L’abbiamo chiamata Palla”. Da quel momento, tutto cambiò. In una sola notte, la pagina della clinica passò da 26.000 a 250.000 follower. Nei giorni successivi arrivarono messaggi, aiuti, donazioni, cibo e medicinali da tutta Italia.
Palla non era più solo una cagnolina salvata. Era diventata un simbolo. La sua vicenda aveva acceso i riflettori su una realtà spesso invisibile: quella dei “cani di nessuno”, come li definisce la stessa dottoressa Pais. Nel tempo, la Clinica Duemari e la sua storia sono diventate un punto di riferimento, anche attraverso il progetto Effetto Palla, nato proprio da quella vicenda. Grazie aquesto progetto, che nel tempo ha contribuito in modo significativo e continua ancora oggi a sostenere i cosiddetti “rottamini”, le iniziative si sono estese anche oltre i confini italiani, arrivando fino in Brasile. Proprio in questo percorso di crescita, la clinica ha potuto dotarsi, grazie a una donazione importante, di una vasca per la riabilitazione ortopedica dedicata alla fisioterapia di cani e gatti.
“Mia piccola palla, quanto mi hai voluto bene”: l’ultimo addio
La storia di Palla aveva già trovato spazio anche in un libro scritto dalla veterinaria Monica Pais, “Palla. Storia del cane che mi ha cambiato la vita”. Un racconto che, oggi, assume un significato ancora più profondo nel momento dell’addio. In un post pubblicato sui social, la veterinaria ha voluto salutare così la sua cagnolina: “Stamattina Palla ha spiccato il volo verso quell’iperuranio fantastico da cui sicuramente è’ arrivata 10 anni fa. Mi ha lasciato sgomenta e frastornata , perché fino a ieri sera seppure stanca aveva mangiato e mi aveva fatto le feste . Come sempre la avevo messa a letto , aiutandola a camminare e sistemandole la cuccia accanto a noi e il lenzuolino fresco e non so cosa potrà rimanere di me ora seduta su questo divano vuoto , in questa casa e in questo mio mondo dove tutto è impregnato di lei . Mi ha regalato anche la sua morte senza che dovessimo aiutarla , senza che dovessimo spingere il narcotico nelle sue vene . Tra le mie braccia e tra quelle forti di Paolo .A casa all’improvviso , senza soffrire . E’ morta nel suo vero Regno, quello del mio cuore , in cui però vivrà per sempre e di cui era e rimarrà regina incontrastata . Mia piccola Palla , quanto mi hai voluto bene e quanto te ne ho voluto , mio amore , mia tenerezza .”