Scambio di accuse (e raid reciproci) tra Usa e Iran. Vance: “Alla violenza risponderemo con la violenza”. Blitz di Teheran sul Bahrein
Il protocollo d’intesa firmato da Stati Uniti e Iran mostra in queste ore qualche fragilità, con attacchi reciproci e scambi di accuse. Un effetto domino partito dall’attacco a un mercantile nello stretto di Hormuz, attribuito a Teheran. La conseguenza è stato un raid che gli Stati Uniti contro depositi di munizioni e droni iraniani. La risposta è arrivata quasi subito: le Guardie Rivoluzionarie contro depositi di munizioni e droni iraniani affermano di aver colpito posizioni militari statunitensi nella regione. “Se l’aggressione si ripeterà, la nostra risposta sarà più ampia di questa”, hanno avvertito i pasdaran. In particolare è stato preso di mira, con diversi droni iraniani, il piccolo regno del Bahrein, piccolo Stato composto da un arcipelago di 33 isole vicine alle coste dell’Arabia Saudita, nel Golfo Persico. Il Bahrein parla di “flagrante violazione della propria sovranità” e accusa Teheran di “sabotare gli sforzi di pace“.
A parlare, durante la notte italiana, era stato anche il vicepresidente Usa JD Vance che ha commentato il raid americano. “L’Iran ha firmato un accordo di cessate il fuoco. Noi lo abbiamo rispettato. Se hanno obiezioni sulle modalità di attuazione del memorandum d’intesa, possono prendere il telefono e chiamare. Ma alla violenza risponderemo con la violenza”, ha avvertito con un post su X. Così è stato. Dopo i raid delle diverse parti gli avvertimenti sono arrivati, come risposta, anche dal ministero degli Esteri iraniano che ha sottolineato che le azioni statunitensi nell’area “violano la Carta delle Nazioni Unite e il recente memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti volto a porre fine al conflitto”. Secondo la dichiarazione, riportata dalla televisione di Stato, gli attacchi hanno preso di mira strutture di sorveglianza costiera”. Nella nota il ministero esorta gli Stati del Golfo Persico a “impedire che il proprio territorio venga utilizzato per azioni ostili” e ha chiesto alle Nazioni Unite e agli organismi internazionali di intervenire su quelle che ha definito violazioni del diritto internazionale.
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Nella foto in alto | Un F35 americano si prepara al decollo dalla portaerei Abramo Lincoln