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Le telecamere dei nuovi droni marini inglesi inviavano comunicazioni alla Cina. Londra ammette ma rassicura: “Nessuna violazione di dati”

Le telecamere dei droni Kraken Scout 3 inviavano segnali a indirizzi IP cinesi. Situazione imbarazzante per la Marina di Sua Maestà: Londra prevedeva di schierare il drone nello Stretto di Hormuz, per garantire la libera navigazione, una volta conclusa la crisi tra Iran e Stati Uniti
Le telecamere dei nuovi droni marini inglesi inviavano comunicazioni alla Cina. Londra ammette ma rassicura: “Nessuna violazione di dati”
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Il ministero della Difesa inglese con il suo aplomb britannico lo ammette, seppur a denti stretti. Il nuovo drone marittimo denominato Kraken Scout 3 e costato 12 milioni di sterline, era in grado di inviare dati a un indirizzo IP in Cina attraverso la telecamera di bordo. Situazione imbarazzante per la Marina di Sua Maestà: Londra prevedeva di schierare il drone nello Stretto di Hormuz, per garantire la libera navigazione, una volta conclusa la crisi tra Iran e Stati Uniti.

Secondo le prime indagini, la telecamera dell’unità navale senza pilota conteneva componentistica riconducibile a fabbriche del Dragone. La notizia è stata rivelata dal Telegraph con una inchiesta a firma di Richard Holmes. Londra assicura che nessun “messaggio” compromettente è stato inviato dalle imbarcazioni senza pilota alla Cina, ma la frittata ormai è fatta. La Bcc ha riportato la dichiarazione ufficiale del ministero della Difesa: “Un’indagine approfondita non ha rilevato alcuna prova di accesso non autorizzato, compromissione o trasmissione all’esterno di dati o sistemi del ministero della Difesa”, ha dichiarato un portavoce. D’altro canto le fonti ufficiali ammettono che la situazione “è imbarazzante per il ministero della Difesa che, come la maggior parte dei paesi della Nato, ha vietato l’utilizzo di componenti cinesi nelle attrezzature militari, soprattutto per timore di spionaggio”.

Anche l’azienda ha assicurato che il problema è superabile: “Siamo a conoscenza del fatto che alcune telecamere di terze parti, conformi alla legge sull’autorizzazione alla difesa nazionale, presentavano un piccolo numero di componenti provenienti da fuori del Regno Unito. Dopo un audit completo condotto sia da Kraken che dalla Royal Navy, siamo certi che nessuna informazione sensibile sia mai stata condivisa al di fuori dei canali previsti e che tutte le potenziali vulnerabilità siano state identificate e risolte”.

I Kraken K3 Scout sono unità navali senza equipaggio costruite dalla società Kraken Technology Group. Il ministero della Difesa ne ha acquistato una ventina. I droni sono stati assegnati a unità delle forze speciali della Royal Navy nel mese di marzo, inclusi i Royal Marines e lo Special Boat Service, per missioni di sorveglianza e ricognizione. La ricostruzione del Telegraph è dettagliata: le telecamere a infrarossi installate sulle imbarcazioni, capaci di permettere ai militari di individuare potenziali minacce o bersagli sia alla luce del sole che attraverso un sistema di tracciamento termico, sono state prodotte dalla società canadese Current Scientific Corporation nell’ambito della serie Night Navigator 3000; tuttavia, le telecamere contengono componenti cinesi che, una volta accese, inviavano comunicazioni denominate “heartbeat”, ovvero simili a un battito cardiaco, a un dispositivo che si trova in Cina.

La scoperta è avvenuta nel quartier generale dello Special Boat Service a Poole, nel Dorset. Il Ministero della Difesa ha precisato: non ci sono prove che il segnale abbia inviato dati all’estero o compromesso operazioni in corso. Di certo Londra punta molto sul Kraken Scout per sviluppare quel concetto di Marina militare moderna, fatta sia di grandi navi con equipaggi tradizionali, che unità senza pilota con tempi di costruzione più veloci. Il Kraken offre molte potenzialità, come la capacità di restare in mare per un mese di fila, raggiungere una velocità fino a 55 nodi (circa 100 km all’ora) e trasportare truppe, munizioni, o droni kamikaze. Anche la Marina militare americana è interessata al Kraken e già nel novembre 2025 aveva assegnato al progetto un appalto di 49 milioni di dollari per la produzione, che Anduril Industries aveva confermato lo scorso aprile.

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